Massimo Fagioli
Istinto
di morte e conoscenza
348 pp., €
24,00
ISBN 978-88-85890-81-7
Dopo anni di annullamento e negazione, questo lavoro
conferma oggi la sua importanza storica. Un preciso, originale, coerente
discorso teorico sullistinto di morte e sullIo umano originario,
linconscio mare calmo, sottopone il discorso freudiano della immodificabilità
della realtà umana ad una critica senza appello. E viene così
superata unabitudine di pensiero secolare che paralizza luomo
ben più radicalmente e totalmente di unistituzione manicomiale.
1972, 1976(2), 1977(3),
1978(4), 1980(5), 1986(6),
1991(7), 1996(8), 2000(9),
2002(10), 2005(11), 2007(12).
Testi
di copertina
La vitalità è la realizzazione di un sé libidico
del feto nellutero che, avendo rapporto con loggetto (liquido
amniotico) mediante listinto sessuale, ne realizza lesistenza
percependo le qualità delloggetto.
La fantasia è la realizzazione dellistinto di morte che,
in quanto fantasia di non esistenza della situazione neonatale, rende
esistente, nella traccia mnesica (formazione del ricordo-immagine),
il sé intrauterino, cioè il sé in rapporto con
un oggetto.
Unabitudine di pensiero secolare solo riformulata
da Freud, che paralizza luomo ben più radicalmente e totalmente
di unistituzione manicomiale, viene definitivamente superata.
E può essere superata nel momento in cui linconscio mare
calmo svela la bugia sempre ripetuta di una originaria fondamentale
perversione umana o di un originario caos di pulsioni parziali. Momento
di rottura di una scienza sempre ripetentesi perché sottoposta
allistinto di morte, la teoria di Massimo Fagioli apre la possibilità
di una conoscenza reale finora annullata. Scopre orizzonti sepolti alla
terapia, alla scienza non scissa dalluomo concreto e ad una società
basata sul valore del rapporto interumano.