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I LIBRI DI MASSIMO FAGIOLI
Sette libri in cui si espongono i concetti fondamentali della scienza della realtà psichica e si svela la dinamica della pazzia umana e della sua cura.
Formato 13 x 21,5

Fagioli
Istinto di morte e conoscenza

Fagioli

La marionetta e il burattino

Fagioli
Teoria della nascita e castrazione umana

Fagioli

Bambino donna e trasformazione dell'uomo

Fagioli
Storia di una ricerca. Lezioni 2002

Fagioli
Das Unbewusste. L'inconoscibile. Lezioni 2003


Fagioli
Una vita irrazionale. Lezioni 2006

 

 
copertina

Massimo Fagioli
Istinto di morte e conoscenza


348 pp., € 24,00
ISBN 978-88-85890-81-7

Dopo anni di annullamento e negazione, questo lavoro conferma oggi la sua importanza storica. Un preciso, originale, coerente discorso teorico sull’istinto di morte e sull’Io umano originario, l’inconscio mare calmo, sottopone il discorso freudiano della immodificabilità della realtà umana ad una critica senza appello. E viene così superata un’abitudine di pensiero secolare che paralizza l’uomo ben più radicalmente e totalmente di un’istituzione manicomiale.
1972, 1976(2), 1977(3), 1978(4), 1980(5), 1986(6), 1991(7), 1996(8), 2000(9), 2002(10), 2005(11), 2007(12).

 

Testi di copertina

La vitalità è la realizzazione di un sé libidico del feto nell’utero che, avendo rapporto con l’oggetto (liquido amniotico) mediante l’istinto sessuale, ne realizza l’esistenza percependo le qualità dell’oggetto.
La fantasia è la realizzazione dell’istinto di morte che, in quanto fantasia di non esistenza della situazione neonatale, rende esistente, nella traccia mnesica (formazione del ricordo-immagine), il sé intrauterino, cioè il sé in rapporto con un oggetto.

Un’abitudine di pensiero secolare solo riformulata da Freud, che paralizza l’uomo ben più radicalmente e totalmente di un’istituzione manicomiale, viene definitivamente superata. E può essere superata nel momento in cui l’inconscio mare calmo svela la bugia sempre ripetuta di una originaria fondamentale perversione umana o di un originario caos di pulsioni parziali. Momento di rottura di una scienza sempre ripetentesi perché sottoposta all’istinto di morte, la teoria di Massimo Fagioli apre la possibilità di una conoscenza reale finora annullata. Scopre orizzonti sepolti alla terapia, alla scienza non scissa dall’uomo concreto e ad una società basata sul valore del rapporto interumano.

 

 

 

Indice del volume

Premessa alla prima edizione (english)
Premessa alla seconda edizione
Premessa all’edizione francese
Premessa alla quinta edizione

I. La fantasia di sparizione (english)
L’assenza” dell’analista. (english)
Il problema della “frustrazione”.
(english)
La reazione dell’analizzando alla assenza dell’analista.
(english)
Storia di un caso.
(english)

II. Fantasia di sparizione e istinto di morte (english)
Il rapporto sadomasochistico con l’oggetto e la fantasia di sparizione contro l’oggetto.
(english)
Istinto di morte come fantasia.
(english)
La fantasia di sparizione può essere la traccia mnesica dello stadio precedente?
(english)
La traccia mnesica dello stadio precedente.
(english)
La traccia mnesica della situazione intrauterina come possibilità libidica che diventa desiderio.
(english)
La fantasia di sparizione come realizzazione creativa dell’istinto di morte.
(english)
Istinto di morte e conoscenza. Evoluzione e corsa verso la morte.
(english)
Una riflessione sul concetto di identificazione.
(english)
La “cecità” neonatale e il primo rapporto col seno. La bramosia.
(english)
La scissione: l’oggetto fisico e l’oggetto psichico.
(english)
L’istinto di morte e la realizzazione di una vita psichica.
(english)
Il No e l’allontanamento dall’oggetto senza sparizione.
(english)

III. La fantasia di sparizione e l’ambivalenza orale. Curiosità e affettività
A livello edipico.
A livello di oggetto parziale seno, l’angoscia della anaffettività.
La difficoltà di rendere indipendente il paziente per l’angoscia dell’indifferenza.
Un caso clinico.
Curiosità e sessualità.
Il distacco dall’oggetto fisico e la posizione depressiva di M. Klein.
La perdita dell’immagine dell’oggetto e la creazione del simbolo verbale.
Oggetto totale come oggetto pieno a tre dimensioni.

IV. La fantasia di sparizione e l’invidia
La cecità neonatale e la scissione tra buono e cattivo.
Il rapporto invidioso con l’oggetto “buono”.
Invidia e identificazione proiettiva.
Il concetto di aggressività; la “morte” nel rapporto oggettuale.
Invidia e investimento pulsionale dell’oggetto.
L’impossibilità di essere come l’oggetto.
L’identificazione con l’oggetto invidiato.
Invidia e idealizzazione.
L’attacco di invidia contro l’oggetto totale con libido genitale.
Gratitudine e riconoscenza.
La dipendenza depressiva dall’oggetto idealizzato e la libertà.

V. Proiezione e intuizione
Negazione e proiezione.
Il concetto di intuizione.
La legge dell’uguaglianza.
La proiezione come rendere l’oggetto uguale a se stessi.
Identificazione proiettiva, proiezione e investimento pulsionale dell’oggetto. L’
isolamento” dell’analista e la sua dinamica libidica.
Il “non posso” come situazione di conflitto.
L’intuito dell’analista come elemento fondamentale del lavoro di psicoanalisi.
La Sfinge.
Il dare un soggetto ai propri pensieri. Il recupero della libido.

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