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Massimo Fagioli
Istinto di morte e conoscenza |
Capitolo II
Fantasia di sparizione e istinto di morte
È suggestivo rilevare che il discorso sullistinto di morte inizia con il lavoro di Freud Al di là del principio del piacere1.
È ancora più suggestivo rilevare che uno dei passi fondamentali
da cui Freud prende spunto per il suo discorso, è il racconto
del bambino che «non piangeva mai durante periodi di assenza
della madre»2 ma faceva il gioco del rocchetto, da tutti conosciuto,
sul quale voglio soffermarmi con attenzione. Freud racconta
e dice:
«Lo gettava con molta precisione sopra il bordo
del letto, circondato da una rete, dove il rocchetto scompariva.
A questo punto emetteva il suo invariabile "oh - oh - oh", ritirava
il rocchetto nel letto, e, questa volta lo accoglieva con un gioioso
"Ecco!". Questo era un gioco completo, con una scomparsa e
una riapparizione ma in genere si assisteva solo alla sua prima
fase, instancabilmente ripetuta, mentre era evidentemente dalla seconda
che il bambino traeva piacere»3.
La nota a questo punto mi
sembra fondamentale:
«Una osservazione più approndita
confermò pienamente questa interpretazione. Un giorno la madre,
tornata dopo una assenza di alcune ore fu salutata con una esclamazione:
"Bambino oh-oh-oh-oh" che in un primo momento risultò incomprensibile.
Ma ben presto ci si accorse che durante questa lunga assenza della
madre, il bambino aveva trovato il modo di scomparire egli stesso.
Avendo vista la propria immagine in un grande specchio che arrivava
fin quasi al pavimento, si era rannicchiato e la sua immagine era
scomparsa»4.
Parlare in termini di fantasia di sparizione mi sembra perfettamente
attinente. Il bambino, e Freud lo dice chiaramente, non poteva subire
labbandono.
Noi possiamo dire il perché. Perché la madre era Laio
che abbandonava il figlio allontanandolo da sé, con una
fantasia inconscia di farlo sparire. La madre, per il bambino,
era intrisa di tendenza a fare sparire lui, a eliminarlo, ed è
per questo che il bambino non poteva sopportare la separazione; questa
non era, per il bambino, sopportabile, perché la madre era
nera, con una intenzione inconscia di farlo sparire. Al che egli reagiva
facendo sparire a sua volta, assumendo un ruolo attivo. Ma quale?
Quello della fantasia onnipotente assolutamente distruttiva di far
sparire. E con ciò, come è ben chiaramente detto nella
nota, faceva sparire se stesso.
Aveva il buio, il vuoto interno, la impossibilità di soffrire.
Era non esistente dentro. Aveva fatto sparire la propria identificazione
fondamentale con la madre, proiettata sulla madre stessa. Caratteristica
e drammatica laltra nota:
«Il bambino ha poi perso la madre a cinque anni
e nove mesi. Stavolta che davvero la madre era andata lontano (oh-oh-oh-oh)
il bambino non dava alcun segno di dolore» (corsivo
mio).
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Il rapporto sadomasochistico con
loggetto e la fantasia di sparizione contro loggetto
Freud dice:
«Lidentificazione è ambivalente
fin dallinizio; essa può essere orientata sia verso lespressione
di una tenerezza come anche verso un desiderio di eliminare qualcuno.
Essa si comporta come un prodotto della prima fase di organizzazione
della libido, nella quale loggetto cui si tende (si desidera) e si
apprezza è mangiato e con ciò eliminato»5.
Il rapporto del bambino con i genitori (e dellanalizzando con lanalista)
comprende, come fatto essenziale del rapporto interumano, una dinamica
di proiezione di situazioni interiori di sé sulloggetto esterno.
Le situazioni interiori di sé fanno capo, a loro volta, a identificazioni
realizzate su basi di ambivalenza.
Queste due premesse confermano lassunto delle pagine precedenti,
cioè il concetto che loggetto esterno, per il soggetto (bambino,
analizzando), è intriso di aggressività, di tendenze
a danneggiarlo.
Il rapporto, quindi, è un rapporto sadomasochistico.
La sempre presente tendenza ad una indipendenza da questo rapporto
è la caratteristica che domina la vita del bambino e delluomo
con relazioni oggettuali basate su proiezioni, nelloggetto esterno,
di proprie situazioni interiori. Il sadismo delloggetto esterno e
la connessa dipendenza masochistica si costituiscono come conflitto
insolubile in quanto, per la proiezione, loggetto esterno è
anche la propria situazione interiore libidica, la rappresentazione
e il risultato del rapporto libidico attuale e pregresso con loggetto6.
Il distacco dalloggetto esterno come risoluzione della condizione
umana di dipendenza masochistica si configura, nella psiche del soggetto,
come eliminazione (sparizione) delloggetto stesso.
Una "logica" inconscia, connessa e derivata dalla proiezione, si organizza
nella mente come pensiero del soggetto e perfeziona il meccanismo
del rapporto con loggetto che, su base sadomasochistica, tende a
darsi, e spesso si dà, una risultante di non rapporto. Tale
logica è il pensiero che la colpa della propria situazione
masochistica sia nelloggetto esterno.
Si formula cioè un concetto di causa, la cui derivazione da
un non vedere ciò che è effettivamente la realtà
appare evidente per il fenomeno della proiezione nel rapporto con
loggetto. Il rapporto con loggetto, derivato da una ambivalenza
primaria per la quale loggetto amato veniva anche eliminato dentro
di sé, cioè mangiato e poi proiettato di nuovo sulloggetto
stesso, è un rapporto basato su una cecità nei confronti
della realtà. Non cè distinzione tra ciò che
è e ciò che si è proiettato, cioè messo,
aggiunto alla realtà stessa. La cecità porta alla tendenza
a risolvere la propria situazione di dipendenza masochistica (cioè
di castrazione) mediante un aumento della cecità stessa, cioè
con la eliminazione delloggetto esterno. Far sparire loggetto sadico,
"causa" della propria condizione masochistica o di castrazione,
è il pensiero "logico" derivato.
La realizzazione della autonomia dalloggetto mediante la fantasia
di sparizione contro di esso, conduce alla eliminazione della propria
situazione libidica, cioè quella che ha realizzato lidentificazione
proiettata sulloggetto. Conduce alla condizione di isolamento, di
non rapporto oggettuale, alla realizzazione di un buio, di un vuoto
interiore. Il bambino e linconscio di un adulto, se non sono completamente
ciechi, intuiscono ciò, e tale situazione, che fa capo ad una
non cecità, configura un conflitto, cioè una continua
lotta tra il bisogno del rapporto masochistico e la tendenza alla
rottura di tale rapporto.
Penso che il comune gioco del "cucù-sette!" del bambino piccolo
ed il gioco del nascondino dei ragazzini, si riferiscano alle dinamiche
esposte. Il gioco di far fantasticamente sparire loggetto, farlo
riapparire e gioirne, va intuito come fantasia di sparizione contro
loggetto, realizzazione di autonomia-buio-cecità, superamento
del vuoto interiore con la riapparizione delloggetto.
Ma a noi, al momento, non interessano tanto le situazioni di rapporto
sadomasochistico perché presuppongono lesistenza e la predominanza
del piacere, ma ci interessano «...tendenze poste al di là
di questo principio, cioè tendenze da esso indipendenti e forse
ancora più primitive»7.
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Istinto di morte come fantasia
Melanie Klein dice che luomo nasce con listinto di morte e, fin
dallinizio, è esposto alla innata polarità degli istinti.
Il conflitto immediato tra istinto di vita e istinto di morte. LIo
del neonato deflette listinto di morte, in parte proiettandolo, in
parte trasformandolo in aggressività. Proietta sulla mammella
quella parte di sé che contiene listinto di morte. Nello stesso
tempo viene stabilito un rapporto con loggetto ideale. Come listinto
di morte è proiettato fuori, così anche la libido è
proiettata per cercare un oggetto capace di soddisfare la spinta istintiva
dellIo alla preservazione della vita8.
Noi, osservando la realtà, possiamo così ragionare.
Il bambino nasce provenendo dal buio e dallacqua della situazione
intrauterina. Proviene (sembra logico!) da uno stadio precedente:
«Un istinto sarebbe solo lespressione di una
tendenza inerente ad ogni organismo vivente e che lo spinge a riprodurre,
a stabilire uno stato anteriore al quale, sotto linfluenza
di forze perturbatrici esterne, era stato costretto a rinunciare»9.
Di fronte alla costrizione di essere messo allesterno, di fronte
al bombardamento degli stimoli della nuova situazione che lo sconvolgono,
il bambino reagirà desiderando e fantasticando il ritorno allo
stadio precedente.
Ma, a questo punto, penso si debba concettualizzare meglio. La tendenza
(fantasia-desiderio) di tornare allo stadio precedente non può
essere formulata solo in questi termini: dobbiamo concettualizzare
contemporaneamente un annullamento, una sparizione della situazione
attuale. Abbiamo così due concetti:
1. Fantasia-desiderio (di tornare allo stadio precedente).
2. Annullamento, sparizione della situazione neonatale.
Il «ristabilire uno stadio anteriore» comprende quindi,
evidentemente, unaltra realizzazione di senso diverso e addirittura
diametralmente opposto, vale a dire quella del rendere non esistente
la situazione attualmente vissuta.
Se mettiamo in evidenza che la tendenza-desiderio10 di
ristabilire uno stato anteriore può essere realizzata solo
come fantasia, possiamo, ed evidentemente dobbiamo, concettualizzare
che anche la realizzazione dellannullamento della situazione attualmente
vissuta viene realizzata come fantasia.
Aggiungendo, a questo punto, il concetto che la fantasia è
lespressione mentale dellistinto, noi possiamo formulare che, alla
nascita, nellambito della tendenza a tornare allo stadio precedente,
cioè nellambito della insorgenza nellessere umano dellistinto
di morte, si realizza una fantasia di annullamento, una fantasia di
non esistenza della situazione attualmente vissuta11.
Da questa formulazione dellistinto di morte come fantasia di annullamento,
di rendere non esistente, ritengo che possiamo spingerci a ricavare
anche laltro termine, cioè la sparizione. Facciamo implicitamente
riferimento, usando questo termine "sparizione", ad una formulazione
più specifica di quanto possa essere la dizione "fantasia di
annullamento" o di "non esistenza".
Usare il termine "sparizione", suggerisce un nesso con la facoltà
del vedere. Questa parola è stata scelta in quanto si vuole
intendere che linsorgenza nel neonato dellistinto di morte e della
fantasia di "aggressività" contro la nuova situazione dellessere
nato si esplica mediante luso di un potere facile e onnipotente cioè
quello di fare buio con gli occhi. Vale a dire mediante luso della
facoltà visiva in senso negativo, non cioè per vedere
ma per non vedere.
Se questo uso degli occhi per fare buio e non vedere e, ancora di
più, per rendere non esistente la realtà circostante,
è facilmente osservabile nel bambino che volge la testa o chiude
gli occhi di fronte ad una persona che gli dà ansia, nel neonato
può essere soltanto derivato da riflessioni intuitive.
Seguendo lindicazione offertaci dal modo del bambino più grande
di rendere non esistente la realtà facendo il buio intorno
a sé, pensiamo al neonato e consideriamo:
a) nel neonato la situazione precedente, cioè quella
dellambiente intrauterino era caratterizzata dal buio;
b) la situazione veramente nuova, prima assolutamente e
totalmente non esistente, è soltanto quella della luce12.
Abbiamo detto quindi al punto b) che la luce corrisponde alla
situazione totalmente non esistente prima.
Troviamo cioè la ragione della realizzazione dellistinto di
morte come fantasia di sparizione nel fatto che, nellambito del ristabilire
lo stadio precedente, tale stadio precedente si caratterizza specificatamente
per non avere una dinamica di rapporto oggettuale in cui vengono stimolati
gli occhi. Il neonato, nella sua reazione di «passare da un
ruolo passivo ad uno attivo», annulla la realtà aggressiva
che lo sconvolge e realizza una onnipotenza di fantasia per la quale
il buio intorno a sé della situazione intrauterina diventa
una possibilità di determinare una specifica realtà
fuori di sé.
Vorrei sottolineare quanto deriva da quello che abbiamo detto. La
specifica "realtà" che il neonato determina è una non
realtà, una non esistenza di qualcosa13, una realtà
di annullamento, di buio, di sparizione. Lannullamento della luce
rende il buio una risultante della non esistenza della luce stessa.
Cioè non più una realtà ma un annullamento di
una realtà esistente (la luce).
In questo passaggio, da
una situazione di esistenza di una realtà di buio dellambiente
intrauterino ad una situazione di non accettare la realtà extrauterina
e di determinare fantasticamente unaltra "realtà", credo possiamo
inserire il concetto di istinto e specificatamente quello di istinto
di morte. La pulsione14 "aggressiva" contro la luce
prende forma come una realizzazione psichica di fare buio, concetto
che comprende quello di rendere non esistente, annullare la luce stessa.
Mentre nella situazione precedente il buio era una realtà esterna,
nella nuova situazione di "venire alla luce" il buio è una
fantasia di "aggressività" contro la realtà stessa.
Con ciò formuliamo listinto di morte e la relativa espressione
mentale di esso, cioè la fantasia di annullamento della realtà
esistente, come una fantasia di determinare lopposto assoluto
della realtà vera. E siccome abbiamo anche rilevato che
la situazione assolutamente opposta a quella intrauterina si riferisce
alla presenza della luce (la novità assoluta è
la luce), diciamo che tale annullamento, tale rendere non esistente
la realtà, tale determinazione fantastica del-lopposto (contrario)
di ciò che è in realtà, si caratterizza come
specifica fantasia di far sparire la luce, cioè di fare buio.
Possiamo quindi definire la reazione di "aggressività" contro
la nuova situazione di essere nato, come insorgenza dellistinto
di morte nella sua espressione mentale di fantasia di sparizione.
Possiamo cioè ipotizzare che il bambino nasce con la fantasia
di sparizione, di far sparire lambiente stimolante (oggetto esterno)
e di far sparire se stesso nato, di annullare, e di annullarsi come
essere vivente, desiderando e fantasticando di tornare al buio e allacqua
dello stadio intrauterino. Si può cioè ipotizzare
che la prima fantasia delluomo è la fantasia di sparizione.
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La fantasia di sparizione può
essere la traccia mnesica dello stadio precedente?
La frase detta nelle righe precedenti «il buio intorno a sé della situazione intrauterina diventa una possibilità di determinare una specifica "realtà" fuori di sé» ci propone delle riflessioni che non ritengo siano da trascurare.
In particolare il verbo "diventa" potrebbe far pensare che il neonato percepisca il buio intrauterino e che poi faccia, di questa percezione, una possibilità di modificare la realtà nel senso opposto a quello che è. In questo caso si tratterebbe di una traccia mnesica e sarebbe implicita una dinamica di introiezione del buio intrauterino e di proiezione sulla luce dellintroiezione precedente. Dobbiamo quindi mettere a punto il problema della percezione-introiezione del buio intrauterino.
La prima riflessione che si presenta è che la percezione del buio deve avvenire mediante gli occhi, dato che il buio, pur essendo lopposto della luce, riguarda sempre la percezione visiva. Non possiamo pensare ad una dinamica di rapporto col buio mediante altri sensi (cute, orecchi, bocca, olfatto).
Ma la dinamica di rapporto oggettuale occhi-oggetto esterno, nellambiente intrauterino, non esiste. Gli occhi non funzionano. Il neonato è fisicamente cieco e questa sua cecità, nel senso di assenza di una attività visiva fisica, corrisponde al fatto che non esiste uno stimolo esterno (stimolo che può essere solo la luce) che possa impegnare questa attività visiva fisica del feto. Non cè infatti luce allesterno che possa eccitare gli occhi del feto. Abbiamo quindi buio esterno e cecità del feto. Non essendoci una recettività visiva del feto non ci può essere percezione né introiezione di buio.
Peraltro noi possiamo anche considerare che il buio è una assenza di luce. Una non esistenza non si può effettivamente percepire e introiettare. Percezione e introiezione implicano, in altre parole, un rapporto oggettuale che, nellambiente intrauterino, nellambito del percepire con gli occhi, non esiste. Nessun rapporto oggettuale visivo quindi e nessuna percezione-introiezione di buio15.
La realtà esistente allesterno non stabilisce una dinamica di rapporto oggettuale col feto. Più esattamente ancora il feto non stabilisce nessuna dinamica di rapporto oggettuale col buio circostante.
La fantasia di sparizione alla nascita, il fare buio intorno a sé, non è quindi la proiezione sulla luce di una traccia mnesica introiettata precedentemente. Ma prima di concludere in questo senso, formulando la fantasia di sparizione alla nascita come situazione totalmente nuova del neonato, dobbiamo ancora considerare la possibilità che una traccia mnesica (pur non essendo certamente in una percezione di buio) possa essere invece in un altro elemento della situazione precedente alla nascita. Dobbiamo cioè considerare la possibilità che la traccia mnesica si presenti nel ricordo di una situazione di non rapporto oggettuale visivo. Ma anche in questo caso non potremmo parlare di traccia mnesica perché un non rapporto non può dare ricordo in quanto in esso non si ha percezione.
Vedremo, nelle pagine successive, che la traccia mnesica riguarda il rapporto libidico con loggetto esterno nel quale si ha percezione e recettività, e poi, alla nascita, creazione di una situazione interiore psichica, intuizione e percezione allesterno di una realtà libidica (seno).
La fantasia di sparizione alla nascita va intesa quindi come creazione di una realtà fantastica allesterno di sé. Inseriamo con ciò il concetto di creatività nellistinto di morte. Questo può sembrare un paradosso ma in effetti non lo è, in quanto la pulsione di rendere non esistente una realtà non è, da un punto di vista concettuale, necessariamente "distruttiva".
Vedremo nelle pagine successive come la distruttività sia legata
soltanto alla direzione della fantasia di sparizione, cioè
come si abbia solo quando la pulsione di morte è scissa dalla
sessualità e diretta contro loggetto esterno. Quando invece
è contenuta allinterno di sé, assume tutto il suo senso
di creatività, di creare una nuova situazione, proprio dallannullamento,
dal rendere non più esistente una propria situazione attualmente
vissuta.
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La traccia mnesica dello stadio
precedente
La fantasia di sparizione-istinto di morte, pertanto, annulla, fa sparire, rende non esistente loggetto e la relazione oggettuale.
Così dicendo voglio evidenziare che la relazione con latmosfera, luce, freddo, aria, viene considerata una relazione doggetto. Ma in questo caso dobbiamo ammettere che, anche nella situazione intrauterina, il feto ha una relazione doggetto: con lacqua del liquido amniotico.
Consideriamo allora la variazione della relazione oggettuale nel senso che loggetto con cui il bambino è in rapporto diventa eccessivamente stimolante e suscita eccessiva tensione. Diventa cioè eccessivamente inanimato. Tale considerazione ci conduce a precisare che listinto di morte si esplica contro loggetto freddo e inanimato: contro la luce fredda e inanimata (luce lunare).
Nellutero materno il liquido amniotico non era inanimato (o era relativamente inanimato) in quanto dava calore o omeostasi16. Nellutero materno la cute è la zona erogena di primo rapporto oggettuale, più che la bocca. Dovremmo inoltre pensare:
a) che il rapporto oggettuale è da ritenere tale anche per un semplice fenomeno di stimolazione tattile;
b) che le dinamiche percettive-recettive implicite nel concetto di primo rapporto oggettuale possono verificarsi anche attraverso la cute.
In questo secondo caso dovremmo studiare le dinamiche percettive-recettive con il liquido amniotico e ci si presenterebbe lidea della esistenza di una prenatale realizzazione di una fantasia inconscia di un Sé, come un mare calmo e senza burrasche. Questidea non può essere accettata, anche se non contrasterebbe, ma anzi troverebbe molte conferme nei sogni delluomo, nella simbologia onirica di mare-inconscio e nelle teorie di un primordiale stato marino della specie umana.
Se pensiamo le cose da questa prospettiva e ci spingiamo a considerare come accenni di un proto-istinto di morte una reazione del feto ad ogni pur minimo turbamento del liquido amniotico, resta il fatto che il feto non può fare immagini fantasticando la calma precedente al turbamento stesso. E il nostro discorso iniziale non cambia.
È in ogni modo da ritenere che è al momento della nascita che va collocata la «tendenza-istinto a riprodurre, ristabilire, lo stato anteriore». È a questo punto che va collocata la pulsione-fantasia di non essere, di non essere nati, di essere al buio della situazione intrauterina. Ciò in particolare perché la tendenza a tornare allo stadio precedente facendo buio, rendendo gli occhi non stimolati, feriti dalla luce, può essere immaginata solo in questo momento. Può essere immaginata solo in questo momento cioè una realizzazione completa di fantasia di sparizione, di far sparire lambiente e se stesso, di annullamento totale dellessere vivo, nel senso di non vedere, di fare buio.
Sarà questo, poi, che per tutta la vita, luomo cercherà e combatterà. La tendenza a tornare al buio, al non vedere, al non sapere. Cercherà anche sempre la tranquillità, il rilassamento, lallontanamento dagli stimoli, lomeostasi fisica. Ma il suo conflitto maggiore verrà dalla tendenza a tornare al buio, a chiudere gli occhi, voltare la testa, ignorare, far sparire, annullare. Rendersi cieco, non vedere. E sarà terrorizzato da questa tendenza, e lotterà per opporvisi e ci riuscirà quanto più lavrà unita alla libido-piacere.
Se accettiamo che linconscio mare calmo è la recezione della "calma" del liquido amniotico, dobbiamo anche dire che il bambino nellutero, attraverso la cute, aveva la capacità di realizzare, percependo le qualità delloggetto (calma, calore) lesistenza delloggetto17.
Questo è un discorso che, penso, va sottolineato. In una situazione
di cecità fisica il bambino può, dalle qualità
delloggetto, realizzare una esistenza-presenza dell oggetto stesso.
Il bambino percepisce con le sue possibilità, che dobbiamo
considerare libidiche, le qualità, le caratteristiche
delloggetto e ne realizza lesistenza.
È un discorso che poi verrà ripreso a proposito della comunicazione adulta e matura sulla base dellintuito e della comunicazione verbale. Lascoltatore, in tale situazione, non si limita a una recezione delle parole (oggetti-immagini) ma ne coglie il significato nascosto; non si limita cioè ad una visione della "realtà fisica" delloggetto ma coglie il senso della comunicazione. È lassetto dellanalista che, dalla comunicazione verbale, realizza una immagine interiore per poi trasformarla in comunicazione verbale diretta verso (ad investire) loggetto18.
Come, precedentemente, abbiamo unito il concetto di istinto di morte, come tendenza a ritornare allo stato anteriore, al concetto di annullamento dello stato attuale, ora dobbiamo di nuovo unire il concetto di annullamento dello stato attuale al concetto di ritorno allo stato precedente.
Questultimo concetto implica quello di tendenza verso. Tendenza verso, che è la verbalizzazione di una realizzazione libidica. Perché, abbiamo detto, listinto di morte, in sé e per sé, è allontanamento delloggetto e dalloggetto.
Allora dobbiamo accettare che il bambino, alla nascita, ha già realizzato una relazione libidica tattile con il liquido amniotico e, per quello che di tale realizzazione di tatto-libido resta valido, la fantasia di sparizione può essere mista ad una possibilità di riprendere in sé il se stesso intrauterino. Ricreare il se stesso fetale per quel che aveva di realizzazione di libido-tatto-piacere.
E probabilmente è così. È più reale immaginare una situazione in cui anche la più completa realizzazione della fantasia di sparizione non è poi assoluta nel senso dellistinto di morte allo stato puro. Possiamo pensare che non ci sia mai nella vita umana, un momento in cui listinto di morte è totale e assoluto.
La fantasia di sparizione, nel suo significato di annullamento di sé e delloggetto, per la realizzazione precedente del sé libidico intrauterino e per la carica libidica connessa che funziona come energia, si trasforma in una realizzazione interiore di una immagine: la traccia mnesica dellambiente intrauterino.
Avviene cioè che listinto di morte, per la esistenza di tale situazione libidica, costituisce la matrice dello sviluppo della vita psichica, della possibilità di fantasia e poi della possibilità di pensiero e di parola. Concettualizziamo cioè la creazione dellimmagine (traccia mnesica) come fusione dellistinto di morte con la libido.
La dinamica di rapporto oggettuale con il liquido amniotico è
una realizzazione di rapporto con loggetto, in cui, mediante listinto
sessuale, si realizza lesistenza delloggetto. Alla nascita, listinto
di morte come fantasia di non esistenza del nuovo sé nato e
in rapporto con la luce, conduce alla fantasia di esistenza delloggetto
intrauterino come immagine di esso. Come ricordo o traccia mnesica.
Inconscio mare calmo. Listinto di morte come fantasia comprende
pertanto due creazioni: fantasia di non esistenza del sé nato
e fantasia di esistenza, nellimmagine, dellambiente intrauterino19.
Avevamo già parlato a p. 106 e ss. del problema della traccia mnesica del buio fisico intrauterino. Il neonato, con la sua fantasia di sparizione contro la luce esterna, crea intorno a sé il buio della situazione precedente, in cui, nella non esistenza della luce, mediante la relazione libidica con loggetto, percepiva la esistenza delloggetto stesso.
Il rifiuto e lannullamento delloggetto inanimato e come tale "aggressivo" e della propria relazione con esso conduce il bambino a un vedere interno, alla concezione interiore di una traccia mnesica. In altri termini labolizione del rapporto con loggetto inanimato fisico è la matrice della possibilità di vedere al di là della realtà fisica stessa. Il bambino, infatti, vede (intuisce) esattamente quando ricercherà, dopo il turbamento della nascita, la mammella gratificante (il concetto di speranza).
Se si limitasse a vedere la "realtà" della situazione vissuta immediatamente alla nascita, cioè il suo rapporto con oggetti inanimati, sbaglierebbe nel vedere il significato del suo essere venuto al mondo, cioè sbaglierebbe pensando che il senso del suo essere nel mondo stia in un rapporto con oggetti inanimati e non nel rapporto interumano. Se si limitasse cioè a vedere la realtà fisica della immediata situazione neonatale di essere allaria e alla luce vedrebbe esattamente la realtà fisica ma sbaglierebbe completamente il significato del suo essere venuto al mondo.
Non solo. La situazione interiore libidica permetterà20 al bambino, nel suo successivo rapporto con il seno, di non essere un cieco divorante, ma di intuire le immagini e le qualità (calore, bontà, energia) del seno stesso. Il neonato cioè contrasta, con questa sua vita psichica di vedere-intuire le qualità, la dinamica libidica di mangiare loggetto fisico, che, isolata, lo condurrebbe alla perdita della stessa libido la quale, in uno stato di cecità psichica, diventerebbe trasformatrice di oggetti vivi in oggetti morti interni. Libido cieca che porta ad una situazione contraria a quella intrauterina in cui il bambino realizzava una esistenza-presenza di oggetto da un rapporto libidico diretto con loggetto (liquido amniotico).
È dopo la nascita, cioè, nel rapporto con il seno, che si costituisce quello stato di cecità per cui si verifica il contrario: una libido e un rapporto libidico che conducono ad una introiezione delloggetto per cui esso sparisce dentro di sé, diventa nero. Conducono al vuoto interiore, oggetto fatto nero, reso cattivo, morto.
Da quanto detto consegue unaltra riflessione. Il bambino immerso nel liquido amniotico ha un rapporto-contatto con loggetto esterno-liquido amniotico realizzando una recettività senza avidità e senza guardare loggetto. Da questa recezione-percezione delle qualità (calore, omeostasi) delloggetto egli realizza la presenza delloggetto. Sviluppa cioè la possibilità di percepire lesistenza delloggetto mediante il suo istinto sessuale.
Poi, alla nascita, la fantasia di sparizione realizzata contro il mondo inanimato si accompagna alla creazione di un sé libidico e psichico (visivo). La intuizione-speranza che esiste un seno. Dopo ancora, nella dinamica di rapporto con lo stesso seno, la fantasia di sparizione contro di esso porta ad un contatto-rapporto di senso contrario. Quel contatto-rapporto, che, divorando loggetto-seno fisico, conduce a un buio, un vuoto interiore. Conduce cioè alla negazione della stessa libido che prende rapporto con loggetto o, quanto meno, ad una confusione tra amore e morte.
Ma, ripetiamo, non possiamo considerare la fantasia di sparizione allo stato puro di istinto di morte. Pensiamo che il bambino trasformi soltanto, con la insorgenza della fantasia di sparizione, le proprie possibilità libidiche. Questa trasformazione diventa possibilità di intuire e introiettare le qualità delloggetto. Se non ci fosse la partecipazione libidica, si potrebbe addirittura pensare che il bambino non si attaccherebbe al seno.
Tale concezione conduce anche alla riflessione che questo non completo annullamento del sé libidico, questo più o meno grande residuo di libido, prenda parte alla realizzazione e allo sviluppo delle possibilità libidiche del bambino stesso quando si attaccherà al seno. Egli cioè, come abbiamo accennato, intuirà la bontà e il calore del seno e, se troverà corrispondenza, le riconoscerà e potrà di nuovo stabilire il rapporto evolutivo con loggetto. Se non troverà corrispondenza ripeterà la fantasia di sparizione-istinto di morte.
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La traccia mnesica della situazione
intrauterina come possibilità libidica che diventa desiderio
Il concetto di Bion di «presentimento che esista un seno»21,
non trova nel contesto delle idee esposte, nessuna validità.
Ci colleghiamo ad esso per approfondire il nostro discorso sulla dinamica
dei due istinti alla nascita e sul come può svolgersi la prima
realizzazione di rapporto fisico con loggetto (seno). Siamo infatti
in possesso di due concetti fondamentali:
1. Il concetto di vitalità.
2. Il concetto di fantasia.
La vitalità è la realizzazione di un sé libidico
del feto nellutero che, avendo rapporto con loggetto (liquido amniotico)
mediante listinto sessuale, ne realizza lesistenza percependo le
qualità delloggetto.
La fantasia è la realizzazione dellistinto di morte che, in
quanto fantasia di non esistenza della situazione neonatale, rende
esistente, nella traccia mnesica (formazione del ricordo-immagine),
il sé intrauterino, cioè il sé in rapporto con
un oggetto.
In altre parole, ciò che non è più nella realtà,
vale a dire il rapporto con il liquido amniotico, viene creato dalla
fantasia di esistenza22 come immagine interiore delloggetto
(inconscio mare calmo). Ciò che prima era fuori (liquido amniotico)
viene ad essere dentro il neonato come traccia mnesica delloggetto
perduto, traccia mnesica che comprende immagine delloggetto e possibilità
di rapporto oggettuale.
A questo punto ci si propone un quesito. Può il neonato rimettere
allesterno questa traccia mnesica? Possiamo cioè proporre
il problema dellinizio della dinamica proiettiva e introiettiva?
La traccia mnesica realizzata in sé viene messa fuori di sé.
Perché e come? La proiezione implica la introiezione. Allora
dobbiamo pensare che la creazione della traccia mnesica, il rendere
esistente in sé loggetto non più presente in realtà,
comprenda una realizzazione di introiezione di immagine dallesterno:
cioè un rapporto orale visivo con loggetto.
Ma questo, evidentemente, non può essere. Il rapporto con il
liquido amniotico non è un rapporto visivo come non è
un rapporto introiettivo ma, come abbiamo detto, un rapporto diretto
cute-liquido amniotico e quindi di recettività cutanea e non
orale. Allora dobbiamo concettualizzare, al posto di una proiezione
di immagine o ricordo, una possibilità di rapporto oggettuale
e un investimento libidico delloggetto. Un concetto di speranza
di oggetto con cui stabilire un rapporto oggettuale.
È nel rapporto fisico con loggetto che la dinamica introiettiva
e poi proiettiva entra in attività23. La bocca (libido orale)
introietta loggetto fisico seno, che, fondendosi alla traccia
mnesica esistente nel neonato, viene poi proiettato insieme alla
traccia mnesica stessa. Ne deriva che, dopo il primo contatto, il
seno è immagine e oggetto fecale. Si stabilisce il rapporto
sadomasochistico di base su cui abbiamo insistito, il fenomeno della
scissione in seno buono (seno immagine) e seno cattivo (seno nero).
Cioè tra oggetto psichico e oggetto fisico, ecc. Dal momento
che la fantasia di sparizione alla nascita non riesce a distruggere
questo sé libidico, ma al contrario, il sé libidico
riesce a trasformare la fantasia di sparizione in traccia mnesica
della situazione intrauterina, è questa situazione di realizzazione
libidica del sé, secondo il nostro modo di vedere, nel senso
di una possibilità interiore di libido indipendentemente
dal rapporto diretto con loggetto, che porterà il bambino
ad attaccarsi al seno che gli viene offerto, senza vivere una situazione
di subire limmissione di latte. Non quindi propriamente un «presentimento
che esista un seno» che farebbe pensare ad una immagine preformata
(per quanto indefinita) di seno. Limmagine che abbiamo considerato
di inconscio mare calmo, potrebbe confondere le idee. Ma insistiamo
sul concetto che limmagine dellinconscio mare calmo è un
fenomeno che si ha alla nascita. Il feto invece, attraverso le qualità
delloggetto, realizza una possibilità primordiale interiore
di libido e di rapporto oggettuale. Non va considerato, alla nascita,
un concetto di proiezione nellambiente esterno di una immagine interiore.
La dinamica introiettiva e proiettiva entra in attività dopo
la insorgenza dellistinto di morte per la quale insorgenza, mentre
da un lato si realizza la prima fantasia del neonato, si ha
dallaltro, contemporaneamente, una trasformazione della libido che,
dalla realizzazione interiore di possibilità libidiche, si
trasforma in libido che investe di interesse la realtà umana
(intuito) e che desidera. Si ha cioè la comparsa del concetto
di desiderio. Desiderio come possibilità libidica di tendenza
neonatale verso loggetto. Traccia mnesica delle qualità delloggetto
(liquido amniotico e ambiente intrauterino). La concettualizzazione
si rivolge cioè allevidenziazione di una realizzazione
pulsionale (linvestimento sessuale) e lattrazione verso (il
desiderio) e non ad immagini od oggetti o quanto meno ad idee proiettate
sul seno. La traccia mnesica delloggetto precedente non è
una traccia mnesica dovuta a introiezione di una immagine (il bambino,
nellutero, è cieco) ma ad una creazione neonatale interiore
che non può essere proiettata per formare, allesterno, una
"idea di seno"24. La realizzazione è una realizzazione di
recettività e di possibilità, una realizzazione
di libido. È questa realizzazione che costituisce il "presentimento".
Realizzazione di libido cioè di tendenza verso. La fantasia
di sparizione-istinto di morte della nascita, pulsione diretta contro
(rendere non esistente) (concetto di aggressività) viene trasformata
(rendere esistente) da questo sé libidico (lesperienza
materiale di rapporto diretto con il liquido amniotico), come controllata,
trattenuta nel suo essere assoluto di allontanamento delloggetto,
e viene a costituirsi come possibilità di distanziare loggetto,
quanto basta per realizzare e mantenere un rapporto con esso. Diventa,
in altre parole, una possibilità di individuazione delloggetto
stesso, individuazione che, a sua volta, permette il rapporto e con
ciò lidentificazione da esso. Una giusta distanza permette
cioè lo scambio con loggetto, la possibilità di essere
simili e autonomi insieme. Che la parola "identificarsi" abbia contemporaneamente
il significato di essere come laltro e distinguersi dallaltro, è
abbastanza significativo25.
up
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La fantasia di sparizione come realizzazione creativa dellistinto di morte
Ci soffermiamo però a considerare che la fantasia di sparizione-istinto
di morte come fenomeno puro non è una tendenza verso, un desiderio
di. Non implica cioè una relazione doggetto o una tendenza
alla relazione con loggetto. È invece distacco, annullamento
dellaltro e di sé. Cioè anche annullamento e sparizione
del rapporto, qualunque sia loggetto considerato, aria, seno.
Insistiamo su questo perché è il concetto di base per
considerare lo sviluppo delle immagini e del pensiero come perdita
della situazione attualmente vissuta e realizzazione dellimmagine
e rispettivamente del pensiero verbale di essa26.
Così il bambino perde la situazione reale di rapporto con il
liquido amniotico e, se ha sufficiente libido, la fantasia di sparizione
contro la nuova situazione di essere nato si trasforma in fantasia
e traccia mnesica della situazione precedente. Così come, allo
svezzamento, la perdita delloggetto fisico-seno porterà, se
lallattamento ha sviluppato sufficiente libido, alla traccia mnesica
di esso e alla realizzazione interiore dellimmagine come oggetto
totale. Così anche nella sparizione delle immagini, del mondo
fantastico interiore, se cè sufficiente libido, si svilupperà
il pensiero verbale.
Se non cè sufficiente libido la fantasia di sparizione assumerà
il suo aspetto di annullamento, istinto di morte, perdita totale con
vuoto e buio interiore con le molte varie conseguenze di realizzazione
"nevrotica", di esibizionismo, depressione, masochismo, ricerca degli
oggetti fisici perduti.
Il concetto freudiano di istinto di morte come tendenza a tornare
allo stato inorganico si lega a quello di fantasia di sparizione27
allorché si consideri questa allo stato puro senza cioè
la fusione di essa con la libido. Senza libido infatti listinto di
morte-fantasia di sparizione rende non esistente la realtà.
Non cè nessuna possibilità di traccia mnesica, cioè
non cè possibilità di ricreare in sé una vitalità
(intuito).
Il rapporto col seno sarebbe impossibile mancando la pulsione di intuito
e il desiderio. La tendenza alla morte e al disfacimento fisico avrebbe
tutta la sua realizzazione.
Le due frasi:
a) sviluppo delle immagini e del pensiero come perdita della
situazione attualmente vissuta;
b) ricerca degli oggetti fisici perduti,
ci conducono a riflettere ancora di più su quella che può
essere una dinamica di evoluzione dellindividuo.
Nella concettualizzazione della fantasia interna come "tendenza verso",
abbiamo ritrovato una partecipazione della libido. In tale tendenza
abbiamo ritrovato anche un desiderio di. Ora, viceversa, troviamo
che lo sviluppo, la evoluzione, si lega ad un allontanamento da
una situazione attualmente vissuta, alla perdita di essa. In questo
caso va considerato lintervento dellistinto di morte. Va considerato
cioè (anche se sembra un paradosso) che listinto di morte
è una spinta verso levoluzione.
Il bambino che abbandona il seno fisico e la sua relazione con esso,
allontana da sé loggetto fisico, se ne separa. Egli può
realizzare limmagine di esso in sé. Può, per le sue
possibilità libidiche, cambiare la relazione con loggetto.
Da una relazione con loggetto esterno ad una relazione con limmagine
interiore delloggetto stesso. Lesplicazione della pulsione-istinto
di morte nel rapporto con loggetto fisico conduce ad una più
completa realizzazione psichica. In questo caso non si ricercheranno
gli oggetti fisici perduti in quanto non si è realizzato di
averli distrutti.
Nel caso invece che listinto di morte si sia realizzato come annullamento
delloggetto esterno, allora si dovrà ricercare e recuperare
allesterno loggetto eliminato.
Si specificano, così dicendo, due caratteristiche della pulsione-istinto
di morte:
a) il suo carattere di annullamento, sparizione, rendere
non esistente loggetto esterno;
b) la sua direzione contro loggetto esterno; cioè
dallinterno verso lesterno.
In questo secondo caso cè la realizzazione della perdita delloggetto
esterno per averlo annullato, fatto sparire. Cè la realizzazione
di un se stesso distruttivo, determinante la non esistenza dellaltro
e, corrispondentemente, lannullamento di se stesso come essere psichico.
Il non essere nato, il ritorno nellutero materno corrisponde, in
tale dinamica, ad un totale annullamento del sé, senza poter
realizzare, in questa pulsione-fantasia di annullamento del sé
che vive una situazione attuale, un ritrovamento di un se stesso diverso,
dotato di possibilità libidiche di rapporto con loggetto.
Cioè la cecità assoluta. Cecità psichica nel
senso di impossibilità di rapporto oggettuale, di vedere-percepire
le qualità delloggetto.
Questa riflessione ci conduce a pensare che, nel caso di una fantasia
di sparizione con partecipazione libidica, la perdita non riguardi
tanto loggetto esterno quanto una propria situazione interiore
di rapporto con loggetto. In questo caso, la propria situazione
interiore di rapporto viene trasformata in unaltra (più evoluta)
situazione di rapporto con esso oggetto28.
Come abbiamo detto, dal rapporto diretto fisico col seno si passa
al rapporto con limmagine del seno, con limmagine della madre-seno,
del padre-seno.
In altre parole labbandono delloggetto è istinto di
morte quando è relativo ad una carica di annullamento diretta
contro loggetto; invece quando cè partecipazione della libido
è fantasia di sparizione verso una propria situazione interiore
di relazione oggettuale, con trasformazione di essa relazione in unaltra
più evoluta.
Cercando di precisare. Nellistinto di morte abbiamo compreso:
a) una
tendenza a ritornare allo stato precedente; b) una perdita
della situazione attualmente vissuta.
La possibilità di perdere
la situazione attualmente vissuta implica un concetto di tendenza
verso, implica cioè la partecipazione libidica. Alla nascita,
la perdita della situazione attualmente vissuta, determinata dalla
fantasia di sparizione diretta ad annullare lessere nato e la relativa
relazione con latmosfera, implica una tendenza verso la situazione
precedente che, connessa appunto alla fantasia di sparizione contro
la situazione attuale, conduce alla fantasia-immagine cioè
alla traccia mnesica e quindi al recupero del sé libidico intrauterino
come situazione interiore del bambino di possibilità libidiche
di rapporto oggettuale. Possibilità che si esplicheranno poi
nel suo rapporto col seno. Viceversa, la fantasia di sparizione come
istinto di morte senza partecipazione libidica, conduce ad una morte
interiore; viene a mancare la realizzazione della immagine, cioè
viene a mancare la realizzazione psichica. La fantasia di sparizione
non comprende il ricordo di. Non essendoci realizzazione psichica
non cè evoluzione. Quando invece il bambino si distacca dalla
situazione attualmente vissuta (ad esempio abbandona il seno) con
la sua fantasia di sparizione, la tendenza a ritornare allo stato
precedente va interpretata nel senso di tendenza verso, realizzazione
di un se stesso senza quella attualmente vissuta relazione
di oggetto. E così è infatti. Il bambino allo svezzamento
ritorna allo stato in cui non ha rapporto col seno, ad esempio allo
stato di essere appena nato. Entrambi i bambini cioè, il neonato
e quello svezzato, hanno una situazione di non aver nessun rapporto
con il seno fisico. Ma, ovviamente, non possiamo considerare che la
situazione di vita di questi due bambini sia la stessa. Prescindendo
dalle differenze di sviluppo fisico, ci rivolgiamo a comprendere le
differenze psichiche. La dinamica di separazione dal seno del bambino
allo svezzamento dovrebbe essere, per quanto abbiamo detto, un atto
creativo del bambino stesso che (coadiuvato dalla madre che senza
aggredire la pulsione parziale del bambino tende a proporre se stessa
come oggetto totale) abbandona la propria pulsione parziale per integrarla
ad un interesse per la madre come oggetto intero. Con ciò il
bambino fa una fantasia di sparizione verso la propria situazione
interiore di rapporto con loggetto, cioè verso un se stesso
vissuto come bocca succhiante. Scompare, in questa dinamica interiore,
il concetto di aggressività e di essere contro. Una pulsione
di fantasia di sparizione contro il seno deludente condurrebbe, invece,
ad un vuoto interiore, ad una cecità, in quanto, come sappiamo,
il seno frustrante e "aggressivo" e anche la proiezione di una identificazione
del bambino sul seno stesso. La situazione del neonato alla nascita
senza il rapporto con il seno è invece una situazione di fantasia
di sparizione contro loggetto esterno (aria, luce). A questo punto
dobbiamo proporci lipotesi che loggetto inanimato esterno rappresenti
la proiezione di una situazione interiore inanimata del neonato. È
una possibilità che non accettiamo in quanto il concetto di
proiezione si lega a quello di introiezione. Non riusciamo a trovare
il concetto di introiezione di un oggetto inanimato per tre ragioni:
1. Il concetto di introiezione implicherebbe che il feto nellutero
abbia introiettato 1"inanimato" del liquido amniotico. Ci è
difficile accettare questo "inanimato" del liquido amniotico perché
il liquido amniotico è umano e animato in quanto intrinseco
alla situazione vitale della madre.
2. Il concetto di introiezione implicherebbe una libido avida e bramosa,
come anche unattività di rapporto orale che non possiamo concettualizzare
come esistente nella situazione intrauterina. Il feto non ha un rapporto
orale con il liquido amniotico ma un rapporto cutaneo.
3. Il pensiero di un inizio di vitalità e di rapporto oggettuale
mediante introiezione ci condurrebbe al concetto di un essere umano
come matrice indifferenziata su cui loggetto esterno imprime
le caratteristiche che accompagneranno lindividuo per tutta
la vita. Sarebbe la concezione delluomo secondo lidea
di Freud che rifiutiamo29.
up
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Istinto di morte e conoscenza.
Evoluzione e corsa verso la morte
Deriviamo e sottolineiamo, da quanto detto, alcune considerazioni.
Nella situazione intrauterina dellessere umano noi concepiamo, nel
feto, la insorgenza di un istinto sessuale che permette la realizzazione
del rapporto con loggetto esterno (liquido amniotico). Tale insorgenza,
daltra parte, avviene per lesistenza del rapporto stesso.
Analogamente, alla nascita, noi abbiamo linsorgenza, nel neonato,
dellistinto di morte: impulso ad annullare loggetto esterno e il
se stesso nel rapporto con loggetto esterno (aria, luce). Anche questo
impulso (istinto) insorge allinterno del neonato. Ma anche in questo
caso, come per listinto sessuale, tale insorgenza interna al neonato
è in stretta relazione con lesistenza delloggetto esterno,
o meglio, con lesistenza del rapporto-contatto con loggetto esterno
stesso. In entrambi i casi non sappiamo se luno (oggetto esterno)
determini laltro (istinto) o se listinto ha insorgenza autonoma
interiore. Ci è difficile concepire una insorgenza autonoma
interiore dellistinto indipendentemente dallesistenza di un rapporto
con loggetto. Anche nella concettualizzazione dellistinto di morte
come non rapporto con loggetto, abbiamo che questo non rapporto
avviene nellambito di un rapporto con loggetto.
Insorgenza interna dellistinto e rapporto con loggetto. È
luna che determina laltro o viceversa? Non lo sappiamo e in un certo
senso non vogliamo saperlo.
Non sappiamo di concetti di causa o di esattezza "logica" e non vogliamo
saperne. Non vogliamo saperne perché la psicoanalisi non è
matematica: «Largomento di cui si occupa la psicoanalisi non
prevede alcun tipo di comunicazione che sia in grado di dare informazioni
sul problema in assenza del problema stesso»30.
In altre parole noi, per sapere, e siccome il nostro sapere non prescinde
dalloggetto di studio, cioè implica un rapporto con loggetto
stesso, preferiamo orientarci, piuttosto che verso le possibilità
logiche dellessere umano, verso possibilità creative. Non
deduzioni logiche che prescindono da dati di esperienza reale, quanto
intuizione creativa di pensiero nellambito dellessere in un rapporto
interumano e viverlo.
È come quando mi trovo a dover interpretare... lenigma della
Sfinge. Il paziente, nel ricevere linterpretazione delle sue pulsioni
orali a divorare loggetto fisico, dice: «Lanalista (Io paziente
che faccio lanalisi) non vuole il mio bambino interno che succhia
e divora il seno. Allora non mi ama (non mi amo) perché non
mi vuole (non mi voglio) così. Questo bambino divoratore deve
scomparire (morire)». Ed accade frequentemente, nella pratica
analitica, che, se linterpretazione non è ben data, i pazienti
fanno sparire, annullano il loro sé libidico sessuato e si
rendono indifferenti ed esibizionisti. Apparentemente "stanno molto
meglio". Non sono mai riuscito a spiegare "logicamente" il discorso.
Lanalista (meglio la situazione di rapporto analitico) tende a far
sparire il bambino piccolo per averne uno più grande ed evoluto.
«Ma allora lei (Io) non mi accetta e non mi ama per quello
che sono», dice il paziente. «No», dice lanalista,
«io lo accetto come è, ma... non lo accetto come è».
Effettivamente il discorso non è logico. Se latteggiamento
è di accettare e conservare tale e quale loggetto, il rapporto
con loggetto è un rapporto con un oggetto inanimato. Se uno
ha una bella statua, non vuole che nessuno la modifichi. Ma questa
non è libido. Un genitore (analista) che accetta il bambino
e lo ama tende contemporaneamente a modificarlo (e per essere più
esatti ad accettarne le modificazioni) in senso evolutivo. Ma ciò
"logicamente" implica un rifiuto dellessere attuale del bambino.
Ma nessuno pensa che un genitore che si rallegra di una modificazione
del bambino (dei suoi primi passi, delle sue prime parole) rifiuti
il bambino, non lo voglia, non lo accetti come è. Credo proprio
che "logicamente" non troveremo mai una soluzione31.
E daltronde in quel "logicamente" si nasconde uno dei problemi maggiori
che ostacolano una buona evoluzione analitica del paziente.
Un pensiero sempre presente e sempre inconscio nel paziente è
il seguente. Lanalista mi ha accettato (voluto) malato, oppure piccolo
bambino. Come fa lo stesso analista ad accettarmi evoluto, cioè
diverso?.
Siamo in presenza della proiezione sullanalista di una propria (del
paziente) realizzazione statica, cioè di una propria realizzazione
fatta con scarsa libido, che conduce alla paralisi del sé attualmente
vissuto, il paziente statua. Il paziente ha indubbiamente rivolto
verso loggetto esterno (madre-padre) una fantasia di sparizione nel
senso dellistinto di morte. Ha fatto sparire, o quanto meno paralizzato,
la madre (padre) in un essere inanimato e con ciò ha reso se
stesso inanimato e statua. La proiezione di essa realizzazione sullanalista,
conduce a vivere lanalista stesso come "logico", freddo e distaccato
e a bloccare la propria evoluzione. Sarebbe cioè lanalista-madre
(o padre) che parla sempre alla sua bambina, anche quando tale "bambina"
ha ventanni32.
Allora, appunto, noi preferiamo una realizzazione umana creativa
e intuitiva per cui non spieghiamo come logicamente avvenga il fenomeno,
ma cerchiamo di portare il discorso su un piano di comunicazione in
cui la componente intuito abbia una partecipazione essenziale; e molte
cose diventano ovvie senza bisogno di spiegazione logica. Allora
diventa anche ovvio che la "sparizione" del piccolo bambino, o del
Pinocchio delluomo, non è morte ma, al contrario, dinamica
evolutiva e creativa. Certo, il piccolo poppante di fronte al ragazzino
è sparito (morto?) per sempre, ma appunto è ovvio che
il concetto di sparizione non è distruzione, annullamento,
ritorno allo stato inorganico, ma evoluzione e creatività.
Allora si avrà che il bambino muore (sparisce) di fronte alladolescente
come ladolescente muore di fronte alladulto e ladulto muore di
fronte al vecchio (lenigma della Sfinge)33. Ma così (e il
discorso sembra proprio insolubile e drammatico) è anche ovvio
che questa evoluzione-creatività di un essere sempre più
evoluto (nel senso di un plus indefinito di cui accennavamo
in precedenza) conduce alla morte, alla scomparsa dellessere vivente
stesso, al suo ritorno allo stadio inorganico. La successiva, ripetuta,
indubbiamente vitale scomparsa del sé attuale per uno migliore
ha come risultato (scopo?) la morte, il non essere. La morte è
un discorso di risultato, cioè di esaurimento delle possibilità
libidiche per cui la fantasia di sparizione del sé attualmente
vivente assume sempre di più le caratteristiche dellistinto
di morte diretto ad annullare la libido e la vitalità? Forse.
Senza libido la fantasia di sparizione non è più fantasia-immagine
cioè realizzazione psichica. Ma forse la morte è
anche lo scopo. Scopo contrastato dalla libido che trasforma listinto
di morte in fantasia di sparizione verso la propria situazione interiore
di essere attuale e con ciò impedisce, finché è
attiva, la realizzazione dello scopo dellistinto di morte. Scopo
che si realizzerà, avrà il suo trionfo quando, nella
vecchiaia, la libido non sarà più attiva. Oppure il
discorso è un discorso che va rivolto allessere fisico delluomo,
al substrato anatomo-fisiologico dellessere umano. È
quello che muore, che esaurisce le proprie possibilità
di funzionare, mentre le realizzazioni psichiche, il pensiero, rimangono,
non hanno possibilità di essere annullati. Non possono
essere annullati perché listinto di morte, che è una
realizzazione psichica, fuso alla libido, non può più
riprendere le caratteristiche di annullamento, di non essere, di buio.
Cioè la creazione, la storia, rimane. Riprendendo il discorso
della conoscenza cerchiamo di sottolineare il concetto che la conoscenza
implica la separazione dalla situazione attualmente vissuta. È
questa "morte" del sé attualmente vissuto che porta
ad una conoscenza. La fantasia di sparizione diretta verso la propria
situazione attuale di rapporto oggettuale, conduce ad una realizzazione
psichica. Listinto di morte viene deviato dallorientarsi contro
loggetto esterno e diventa fantasia-immagine e poi pensiero, cioè
creatività, facendo sparire una propria interiore situazione
di rapporto oggettuale con il risultato (scopo) di creare un sè
umano più evoluto. Questo è perché la libido,
distaccata dalloggetto, viene contenuta in sé e serve da base
energetica per trasformare listinto di morte in fantasia di sparizione
verso la libido stessa contenuta in sé. Cioè anche listinto
di morte, con il contenimento della libido in sé, viene ad
essere contenuto e agisce come modificatore di una situazione attuale
facendola sparire per una diversa.
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Una riflessione sul concetto di identificazione
Il far sparire, secondo quanto abbiamo detto nelle pagine precedenti, implica un concetto di allontanare da sé, di stabilire una distanza dalloggetto (la fantasia di persone che, partendo in treno, allontanano loggetto fino a farlo sparire allorizzonte), cioè il contrario del rapporto aggressivo con loggetto inteso nel senso di prendere ledendo, di colpire, di mordere. In questultimo caso non cè il concetto di annullare loggetto e la relazione oggettuale, ma quello di trasformare loggetto nella relazione oggettuale.
Ci interessa cioè chiarire che il concetto di aggressività è insufficiente per indicare listinto di morte e può condurre ad equivoci nello studio delle dinamiche di rapporto oggettuale e nella comprensione delle realizzazioni psichiche umane.
Esiste cioè una aggressività diretta ad annullare loggetto e il rapporto con loggetto che si esplica come fantasia di sparizione; ed esiste una aggressività nellambito della dinamica di rapporto con loggetto in cui loggetto (e se stesso) viene modificato. In questo secondo concetto di aggressività dobbiamo considerare una economia di libido che si lega alloggetto. Anche lintroiezione delloggetto comprende aggressività e specificatamente laggressività intesa come sparizione delloggetto, ma in questo caso la sparizione è nel porlo fantasticamente dentro di sé.
Nella fantasia di sparizione di far sparire loggetto fuori di sé, allontanarlo da sé, non cè il concetto di introiezione.
Ciò può farci riflettere sul fenomeno del rapporto oggettuale e sulle realizzazioni psichiche che avvengono nel suo ambito e può spingerci a chiarire meglio il concetto di identificazione con loggetto34.
Nellambito di un rapporto oggettuale, il soggetto può identificarsi con loggetto per introiezione di esso, mangiandolo e facendolo sparire dentro di sé; e in questa dinamica di rapporto oggettuale lo proietta, cioè lo ricostituisce allesterno, anche se modificato e alterato. In tale dinamica il rapporto oggettuale viene conservato.
Invece, nellambito di un rapporto oggettuale, in cui il soggetto,
mediante la fantasia di sparizione contro loggetto diretta ad annullarlo,
rende non esistente, con la sparizione delloggetto, il rapporto oggettuale
stesso, non cè introiezione né proiezione, non cè
più dinamica di rapporto oggettuale perché non cè
economia libidica.
Cè però un altro fenomeno che, se non ben studiato, può portare a confusione. Il fenomeno cioè per il quale il soggetto che fa la fantasia di sparizione contro loggetto stabilisce una dinamica di aggressività contro aggressività. Il soggetto si rende più aggressivo delloggetto sadico. Si potrebbe parlare di identificazione con laggressore, ma ritengo che proprio ciò renda equivoco il termine identificazione.
Riserviamo il termine identificazione, seguendo le concezioni di Freud, alla situazione di rapporto con loggetto sulla base di dinamiche di introiezione e proiezione35. In questo caso di non rapporto con loggetto preferiamo cercare di concettualizzare una dinamica di rendersi uguale e più aggressivo delloggetto sadico36.
Nelle pagine precedenti abbiamo insistito sul rapporto sadomasochistico,
in quanto è proprio nellambito di tale rapporto, quando esso
sia molto intriso di aggressività, che sorge la fantasia di
sparizione contro loggetto e lannullamento del rapporto oggettuale.
Vi abbiamo insistito perché la fantasia di sparizione contro loggetto, cioè la realizzazione massima di aggressività e di non essere, è in stretta relazione con lintensità del sadismo vissuto nelloggetto. E perché ci interessa evidenziare che la fantasia di sparizione alla nascita contro la luce può essere ugualmente considerata come reazione ad un rapporto con un oggetto aggressivo che colpisce il neonato perturbando la sua omeostasi. Reazione contro un oggetto esterno luce che vuole imporsi, che investe con violenza il neonato e che determina la reazione che porterà il neonato alla cecità nei riguardi delloggetto annullato, la natura non umana37.
Il neonato cioè, aggredendo loggetto luce, non fa una identificazione con laggressore perché non introietta loggetto, ma al contrario si rende più aggressivo (indifferente) annullando la luce e facendo il buio fuori e intorno a sé. Rendendosi ugualmente e maggiormente aggressivo rispetto alloggetto, cioè attuando una dinamica di maggiore o minore aggressività, diventa completamente lopposto delloggetto stesso38.
La lotta con loggetto sulla base dellaggressività conduce cioè ad un rendersi altrettanto e più aggressivo delloggetto, il che porta ad un essere diversi, alienati e lontani dalloggetto stesso.
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La cecità neonatale
e il primo rapporto con il seno. La bramosia
Istinto di morte. Il bambino nasce con listinto di morte. Certo. Ma non nel senso dellaccezione comune della parola distruggere, aggredire. Il concetto di aggressività nellaccezione usuale, va considerato, come abbiamo visto nel precedente paragrafo, nellambito di una dinamica di rapporto oggettuale nella quale loggetto viene introiettato e con ciò fatto sparire dentro di sé.
Ma lintroiezione del seno è soltanto una dinamica parziale nellambito del rapporto interumano e non è istinto di morte, anche se è intrisa di istinto di morte. La realtà psichica neonatale è molto più complessa e non può essere ammessa una semplicistica riduzione di essa a generica "aggressività".
Il bambino che si attacca al seno (mammella) e trova il piacere della relazione oggettuale, ha la sua prima soddisfazione del desiderio. Desiderio di rapporto umano, di succhiare, svuotare. Contemporaneamente egli realizza la sua realtà di essere umano, sessuato. La sua realtà di essere in rapporto con un altro.
Ma, purtroppo, soddisfa anche la rabbia. "Mangia", "divora", introietta la mammella (seno), allorché venga deluso; specialmente se il seno-madre ostacola la soddisfazione del desiderio. È un vissuto confuso. Il primo rapporto fisico con il seno comprende la dinamica e il concetto di bramosia.
Il bambino, dopo la prima poppata, è anche Saturno.
Noi possiamo, considerando la situazione, orientarci. Possiamo comprendere perché, poi39, quando siamo in relazione con la psiche altrui cosciente e inconscia, abbiamo di fronte a noi Saturno. Saturno anche angosciato di questa sessualità fatta di desiderio e rabbia insieme, tendente a succhiare ma anche a mordere e mangiare il pene-seno dellanalista. Saturno che non riesce ad essere neanche Saturno e annulla, fa sparire questo se stesso sessuato-angosciato.
È perché il bambino diventa sempre più cieco. Diventa sempre più cieco quando fa e realizza di nuovo la fantasia di sparizione. Quando ritrova in sé listinto di morte, la tendenza-fantasia di tornare nel buio della situazione intrauterina. Nel momento in cui non introietta le immagini e le qualità delloggetto-madre diventa cieco. Immagini che, a prescindere dal fatto fisiologico retinico, sono lamore, lattenzione, il capire la "cura" della madre, le qualità umane della madre.
Se non introietta le qualità, se non soddisfa il desiderio ma diventa bramoso e introietta il seno (loggetto), diventa cieco e sordo perché realizza di nuovo, ma questa volta, diversamente dalla nascita, contro il seno "mangiato", cioè introiettato e proiettato, la fantasia di sparizione annullando il se stesso vedente. Fa sparire quel se stesso che, abbiamo detto, aveva capacità di vita, capacità di vita psichica nel senso di realizzare lesistenza delloggetto (primo nucleo del vedere psichico senza visione fisica delloggetto).
Il bambino, pertanto, dopo la prima poppata, è anche un cieco divoratore. È scisso. La scissione fondamentale di due tendenze. Vedere e non vedere cioè negare. Mangiare nel senso di introiettare e proiettare gli oggetti.
Le due tendenze non hanno la stessa matrice e lo stesso significato. La tendenza istinto di morte, che ha la sua matrice nel guardare-vedere, non è un desiderio (lasciando a questultima parola il significato di attrazione verso, desiderio di) ma una reazione di annullamento, di negazione dello stato attuale, dellessere, tendente a far sparire lhic et nunc dellessere attuale.
Lattrazione verso, il desiderio di, implica il concetto di libido tendente allunione con loggetto.
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La scissione: loggetto fisico e loggetto psichico
Dicevamo che il neonato diventa scisso, alle prese con due tipi
di istinti-tendenze. Riportando le parole di Freud:
«...quelli che portano la vita alla morte40 e quelli,
gli istinti sessuali, che cercano incessantemente di rinnovare la
vita».
Il neonato che diventa divoratore cieco ha la possibilità di
riacquistare la "vista", la possibilità cioè di realizzare
le immagini, di costruire una vita psichica, soltanto attraverso una
strada: la strada della relazione oggettuale, la strada che, attraverso
la bocca-cute-olfatto, soddisfi il desiderio.
La libido che permette la soddisfazione del desiderio è la
libido che, alla nascita, è diventata inconscio mare calmo.
È essa che, nonostante (e per) la fantasia
di sparizione della nascita, permette la relazione oggettuale. È
la libido che può e potrà, successivamente, neutralizzare
la fantasia di sparizione-istinto di morte41.
Ma se il desiderio viene deluso dallaltro, il neonato si scinde:
il seno viene mangiato, diventa materia morta, inanimata, feci. Il
desiderio si trasforma in bramosia. La fantasia di sparizione non
viene più neutralizzata ma anzi si ripete contro laltro introiettato
e proiettato.
Ma non sarà soltanto così. Nella misura in cui la libido,
il rapporto, la soddisfazione del desiderio avranno neutralizzato
la fantasia di sparizione, il bambino, invece di andare verso la cecità,
"vedrà", cioè assorbirà le qualità del
seno-madre, assorbirà linconscio, limmagine della madre.
Allora potrà intuire sempre di più e ciò con
cui avrà rapporto, nella poppata successiva, sarà sempre
meno feci cioè materia inanimata; sempre meno oggetto parziale
e sempre più totalità umana. Potrà sempre più
avere relazioni, non con loggetto, ma con le qualità umane;
il seno non sarà oggetto inanimato-feci ma oggetto-bontà,
oggetto-calore, oggetto-piacere. Il bambino sarà sempre meno
coprofagico e "vedrà" sempre di più.
Nella misura in cui la fantasia di sparizione della fine poppata sarà
stata neutralizzata dalla libido, il bambino, invece di andare verso
la cecità, aumenterà sempre più la possibilità
di sognare e ricordare. Realizzare limmagine-ricordo del seno-madre
e desiderare di nuovo, tendere verso di essa.
Ad ogni poppata in cui, invece, si ripeta la dinamica: vedere-desiderio,
poppata, delusione del desiderio, introiezione-mangiare-proiettare
loggetto, fine poppata-fantasia di sparizione contro laltro, buio
esterno e interno, si avrà lannullamento dellaltro e del
sé. Il bambino aumenterà la coprofagia connessa allaver
mangiato loggetto a occhi chiusi, in stato di cecità, e con
ciò reso feci, cosa inanimata.
Oggetto buono e oggetto cattivo. Il bambino ha in sé loggetto
buono cioè le immagini-qualità delloggetto, cioè
il ricordo dellesperienza vissuta. Ha in sé loggetto
cattivo, fecale, non tanto per il colore delle feci (che, in verità,
non sono nere, ma spesso vengono sognate nere), ma perché loggetto
fisico, introiettato, sparisce dentro di sé. Cioè
diventa nero, ha le caratteristiche di aggressività, di oggetto
cattivo tendente ad attaccare il soggetto nel senso di negano, odiarlo.
E il bambino lo elimina, se ne libera, lo defeca42. In questa alternanza
continua di guardare-amare, introiettare-proiettare-far sparire, il
bambino dovrebbe superare la scissione e sviluppare lintegrazione
curiosità-libido, cioè il triangolo occhi-bocca43.
Lo svezzamento che sopraggiunge quando il bambino non ha fatto questa
integrazione e sviluppato il triangolo, può condurre alla fantasia
di sparizione più totale e ad una indifferenza nel rapporto
interumano. La possibilità di superare il "trauma" dello svezzamento
sarà tanto maggiore quanto più il bambino avrà
sviluppato le sue capacità visivo-immaginative. Quanto meno
esse, invece, si saranno sviluppate, quanto più il bambino
si troverà scisso, tanto più egli si sentirà
vuoto, buio, conserverà una invidia e una bramosia accentuate.
Potrà trovare soltanto nella fantasia di sparizione e nellindifferenza
la "soluzione" al rapporto sadomasochistico di introiezione e proiezione.
Gli altri saranno sempre aggressivi per la sua bramosia e il soggetto
avrà bramosia perché non potrà apprezzare e realizzare
le qualità-immagini e tenderà sempre alla introiezione
fisica, più a prendere che ad apprendere44.
up
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Listinto di morte e la realizzazione di una vita psichica
Svolgendo il concetto dellistinto di morte come fantasia di sparizione,
abbiamo riflettuto su quella che dovrebbe essere la dinamica ideale
di esplicazione dellistinto di morte. Per potersi costituire come
elemento pulsionale di evoluzione psichica, esso deve realizzarsi
nellambito di due fenomeni:
a) reintegrazione della proiezione della propria identificazione
con loggetto e con ciò recupero di tutte le proprie possibilità
libidiche, le quali conducono al fenomeno che
b) la fantasia di sparizione si volga verso la propria situazione
interiore di rapporto con loggetto e non contro loggetto.
Le possibilità libidiche reintegrate fanno sì che listinto
di morte, in quanto fantasia di sparizione verso proprie pulsioni
parziali di rapporto con loggetto, si costituisca come matrice di
una evoluzione psichica, utilizzando le stesse pulsioni sessuali,
non più legate alloggetto fisico.
Possiamo qui richiamare le considerazioni fatte prima a proposito
della evoluzione come perdita della situazione attualmente vissuta.
Avevamo detto infatti che listinto di morte come fantasia di sparizione
interviene a determinare le "sparizioni" di proprie situazioni di
rapporto con loggetto. E con ciò interviene a, diciamo così,
annullare i rapporti libidici con loggetto stesso. Ciò può
essere possibile se interviene la libido. Si avrebbe cioè il
paradosso che la libido permette allistinto di morte-fantasia di
sparizione di distruggere la libido stessa; ma si tratterebbe della
"distruzione" di un particolare modo di essere della libido, nel senso
che alla sparizione della libido attualmente vissuta (quella, ad esempio,
attaccata alla gratificazione fisica) si sostituisce unaltra libido
(quella, ad esempio, interessata allimmagine delloggetto).
Dobbiamo cioè accettare continue e ripetute morti-sparizioni
di noi stessi in una data e attuale vicenda di vita e di rapporto
oggettuale.
Forse in questa impossibilità di fermarci sta la corsa verso
la morte. Non possiamo realizzare una situazione statica, ferma, immobile,
perché sarebbe la morte. Allora ci muoviamo senza sosta per
correre verso la morte.
«Lanalisi delle nevrosi da
transfert ci aveva anzitutto messo di fronte alla contrapposizione
tra gli "istinti sessuali", orientati verso loggetto ed altri la
cui esatta natura non siamo riusciti a comprendere e che abbiamo denominato,
provvisoriamente, come "istinti dellIo"»45.
«Noi abbiamo piuttosto cominciato con una separazione
netta e precisa tra gli istinti dellIo – istinti di morte ed istinti
sessuali – istinti di vita»46.
«Lamore concentrato su un oggetto ci presenta
unaltra polarità di questo tipo: amore in senso proprio (tenerezza)
ed odio (aggressività)».
«Non siamo forse autorizzati ad ammettere che
questo sadismo non è altro, in termini rigorosi, che un istinto
di morte che la libido narcisistica ha distaccato dallIo e che riesce
ad esplicarsi solo sulloggetto?»47.
Fermiamoci per riflettere su queste citazioni di Freud.
Il sadismo (aggressività) è una situazione di rapporto
con loggetto e non di distacco dalloggetto come si ha nella fantasia
di sparizione. Il sadismo (aggressività) si ha quando loggetto
è anche una identificazione del soggetto messa allesterno,
sulloggetto stesso. In questa situazione di rapporto loggetto è
sadico e il soggetto masochista. Ma è anche il contrario; il
soggetto masochista è anche sadico contro loggetto in quanto
lo introietta continuamente con aggressività cioè alterandolo
sempre di più. Ciò accade perché la libido, legata
alloggetto fisico, lo introietta e lo fa sparire dentro di sé,
lo rende nero, aggressivo, inanimato. La libido cioè si impregna
di istinto di morte. «Il possesso amoroso coincide, nella fase
orale dellorganizzazione della libido, con la distruzione delloggetto»
(Freud).
Sempre nel cap. VI di Al di là del principio del piacere,
Freud riporta il mito di Androgino di Platone e il mito di come
il mondo fosse sorto dallAtman (dallIo)48.
Noi ci troviamo spesso di fronte al problema di dover far recuperare
al paziente, che è da noi in analisi, la propria situazione
femminile interiore, che, daltra parte, il paziente fa chiaramente
intendere (nei sogni e nelle associazioni) di voler recuperare, come
ugualmente fa intendere di essere angosciato se ciò (cioè
la realizzazione interiore della sua femminilità) accadesse.
Freud:
«Se domandiamo ad un analista quali
formazioni psichiche dei suoi pazienti si sono rivelate meno accessibili
alla sua influenza, la risposta sarà che nella donna è
il desiderio del pene, nelluomo la posizione femminile verso il proprio
sesso che ha infatti come presupposto la perdita del pene»49.
Sono riuscito a trovare la soluzione del problema quando ho considerato
che questa posizione femminile da recuperare era anche in pazienti
donne. Era appunto il "desiderio del pene" ed anche per luomo posizione
femminile voleva dire "desiderio del pene". Il problema stava nel
dover recuperare, sia per gli uomini che per le donne, la propria
situazione affettiva.
La libido, in una condizione di cecità psichica, per le ripetute
fantasie di sparizione, era cieca e veniva vissuta come bramosia delloggetto
fisico, pene dellanalista. Perciò era rifiutata in quanto
avrebbe portato a confusione tra libido e morte, cioè a castrare
lanalista e avere un oggetto cattivo interiore, pene fisico rubato
e fatto sparire in sé per poi rimetterlo nellanalista rendendo
esso cattivo o morto (una associazione: dargli una sbarra di ferro
in testa).
Per converso, alienare da sé la propria situazione affettiva
e negarla, portava a realizzazioni continue di incostanza cioè
di rottura di rapporti oggettuali e a continue realizzazioni di buio
interno, depressione, esibizionismo.
Le cose sono migliorate da quando non mi lascio sfuggire loccasione
di interpretare la fantasia di sparizione come sparizione delloggetto
analista e realizzazione di buio interno. Da quando, dopo tale interpretazione,
passo ad interpretare le pulsioni libidiche a prendere, vissute come
un mangiare loggetto. Perché, appunto, notai, accadeva così:
la fantasia di sparizione nel senso dellannullamento delloggetto
portava a cecità, vale a dire a non poter avere un rapporto
psichico con loggetto e a vivere le cariche libidiche come bramosia
di mangiare loggetto fisico. La bramosia (libido) veniva rifiutata
come propria situazione interiore ("la femminilità").
Il concetto di ristabilire uno stato anteriore, nel
senso che intende Freud utilizzando i riferimenti al mito di Androgino
e alla genesi del mondo dallAtman, ritengo vada inteso come tendenza
a recuperare limmagine e la situazione di sé prima della
fantasia di sparizione, a qualunque età essa si verifichi.
Perché la fantasia di sparizione annulla il sé nel suo
attuale rapporto con loggetto per immaginare lo stato anteriore
di buon rapporto con loggetto. Il passato, si dice, è sempre
meglio della situazione presente!
Riprendiamo anche il concetto che «Eros è qualcosa che
esercita la sua funzione sin dallorigine e che si oppone, fin dal
momento in cui la sostanza vivente è animata, all "istinto
di morte" in quanto "istinto di vita"».
È anche quanto dicevamo a proposito della fantasia di sparizione
che viene frenata nel suo essere istinto di morte, dalle realizzazioni
libidiche. È come se, dicevamo, paradossalmente,
levoluzione consistesse nel recuperare lo stato precedente annullando
la situazione attualmente vissuta. Proprio in questo "ritorno" lindividuo
realizzerebbe levoluzione in quanto lEros si oppone a che il "ritorno"
diventi regressione e annullamento totale di sé. Quando Eros
non si oppone, la fantasia di sparizione diventa effettivamente morte
e il ritorno per levoluzione rimane esclusivamente ritorno, regressione.
Il paradosso cioè dellevoluzione con realizzazione di morte
interiore. Lindividuo che, nelle varie tappe della vita, realizza
una propria autonomizzazione ed "indipendenza" mediante la fantasia
di sparizione come pulsione di istinto di morte diretta contro loggetto
realizza un isolamento dagli oggetti, una anaffettività, una
impossibilità di rapporto oggettuale. Al distacco dalloggetto
non corrisponde nessuna realizzazione psichica, salvo quella di vuoto
e buio interiore. A questo punto si può avere la ricerca della
situazione di prima che corrisponde alla ricerca del proprio
sé libidico perduto nel distacco dalloggetto. La ricerca cioè
della "femminilità", del "desiderio del pene-seno".
Il paziente che afferma convinto di non essere stato mai amato (allattato)
ci parla di questo problema. Egli non ha mai amato, dice, e
non è vero. Sono le fantasie di sparizione contro loggetto
(allo svezzamento, o alla masturbazione) che hanno fatto sparire il
sé libidico precedentemente vissuto. In questo caso di ricerca
esistenziale di un oggetto esterno rappresentante la libido, dobbiamo
appunto pensare ad una mancata realizzazione interiore di possibilità
libidiche. Nel distacco dalloggetto, nella separazione appunto, si
può perdere la situazione interiore di possibilità amorose.
È il caso in cui non si realizza il ricordo
interiore della situazione perduta (meglio il ricordo della propria
situazione interiore di rapporto libidico con loggetto) e quindi
non si realizzano possibilità libidiche. Nel distacco,
la situazione fino a quel momento vissuta, diventa precedente. E la
si ricerca con nostalgia, come situazione di vita di fronte alla situazione
attuale di morte, dopo il distacco.
Per la donna e luomo è lo stesso. Luomo ricerca la "situazione
femminile" di desiderio del pene (seno) e la rifiuta perché
ciò lo porterebbe ad una realizzazione di libido bramosa e
castrante e con ciò alla castrazione cioè al rifiuto
di simile realizzazione di libido. La donna rifiuta il desiderio del
pene-seno per le stesse ragioni, cioè perché la porterebbe
ad una realizzazione di mascolinità fisica (fecale) e con ciò
alla castrazione cioè alla perdita della libido. È un
conflitto tra bisogno e angoscia del desiderio.
Riprendiamo ancora quella specie di conclusione che Freud pone nellultima
pagina del lavoro: «Bene, sembra proprio che il principio del
piacere sia al servizio degli istinti di morte!». Infatti, dicevamo,
listinto di morte per essere fantasia di sparizione nel senso della
realizzazione psichica, abbisogna della libido.
up
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Il No e lallontanamento dalloggetto senza sparizione
Il lavoro di Freud, La negazione50 del 1925,
ci permette di portare il nostro discorso fino al punto di poter
teorizzare una fusione completa degli istinti. Riprendiamo il concetto
di rifiuto:
«Noi ci rendiamo conto che questo è un
rifiuto, attuato per mezzo della proiezione, di una idea appena affiorata.
(...) In tal modo il contenuto di unimmagine o di una idea rimossa
può aprirsi la via alla coscienza a condizione di essere negato.
La negazione è un modo di prendere cognizione di ciò
che è rimosso (...). Possiamo vedere come in ciò la
funzione intellettuale sia separata dal processo affettivo».
Ancora: «Un giudizio negativo è, così, il sostituto
intellettuale della rimozione» e, in I due principî
regolatori della vita psichica:
«Al posto della rimozione, che privava della
carica psichica una parte delle rappresentazioni al loro sorgere,
in quanto erano dolorose, subentrò una imparziale attività
giudicante, che doveva stabilire se una rappresentazione era vera
o falsa, e cioè in accordo o meno con la realtà, e che
decideva in proposito mediante le tracce mnesiche della realtà»51.
Ne La negazione52:
«La funzione del giudizio ha in genere a che
fare con due tipi di decisione: essa afferma e smentisce il possesso,
da parte di una cosa, di un particolare attributo; essa asserisce
o contesta che una rappresentazione abbia esistenza nella realtà
(...). Espresso nel linguaggio delle pulsioni più primitive,
quelle orali, il giudizio suona così: "mi piacerebbe mangiare
questo" oppure: "mi piacerebbe sputare questo"».
«Laltro tipo di decisione propria della funzione del giudizio,
quella relativa alla esistenza reale di qualcosa di cui cè
una rappresentazione (esame di realtà), è compito del
definitivo Io fondato sul principio di realtà che si sviluppa
a partire dalliniziale Io fondato sul principio del piacere».
«(...) tutte le rappresentazioni hanno origine da percezioni
e sono ripetizioni di queste».
«Ma è evidente che una precondizione allinstaurarsi
di un esame di realtà è che siano stati perduti gli
oggetti che un tempo apportavano una soddisfazione reale (...). La
negazione in quanto erede dellespulsione, appartiene allistinto
di distruzione (...)».
Si parte cioè da una considerazione di un rifiuto, dal pensiero
di uno sputare. Il concetto di allontanare da sé loggetto.
Noi abbiamo inteso la fantasia di sparizione come un far sparire loggetto,
allontanarlo da sé fino a farlo sparire. La pulsione (istinto)
è quella di morte.
Nel rifiuto delloggetto e del rapporto con loggetto si realizza,
invece, il «simbolo della negazione». Noi abbiamo considerato
che listinto di morte, di annullamento delloggetto si trasforma
in fantasia-immagine, cioè in una prima immagine interiore,
nella rievocazione in traccia mnesica delloggetto (stato) precedente.
Come alla nascita lallontanare loggetto (atmosfera) realizza la
prima fantasia interiore, linconscio mare calmo, così alla
formazione dei simboli la realizzazione è simbolizzata nella
verbalizzazione del "No".
Possiamo considerare il "No" come la forma pura della creazione del
simbolo e cioè del pensiero verbale. Loggetto viene allontanato
da sé, ma non viene fatto sparire. Non cè distruzione
delloggetto perché cè creazione del pensiero verbale.
La fantasia di sparizione si trasforma nella simbolizzazione del rifiuto,
dellallontanamento delloggetto. Rifiuto e allontanamento vengono
simbolizzati.
Parlavo, a proposito del No, di forma pura di pensiero in quanto non
vi appare la formazione di unimmagine interiore delloggetto. Infatti
non cè, nel "No", distacco dalloggetto fisico. In questo
caso del simbolo verbale "No", sembra che la pulsione (istinto di
morte) si trasformi direttamente in pensiero verbale. Consideriamo:
a) alla nascita, la formazione della prima immagine interiore,
cioè la traccia mnesica dello stato intrauterino;
b) allallattamento, la formazione, ad ogni fine poppata,
dellimmagine del seno, in relazione al distacco dalloggetto fisico
seno;
c) allo svezzamento, in coincidenza con la realizzazione
delloggetto totale, la formazione dei simboli degli oggetti (mamma).
Il No si riferisce al seno. Il bambino si diverte a scuotere spesso
la testa nel senso del No prima di verbalizzare53. Però,
se riflettiamo, possiamo considerare che questa manifestazione di
rifiuto assume, potremmo dire, un senso generale di rapporto con loggetto.
Nelle altre situazioni, alla nascita, allallattamento, il bambino
attraverso la separazione, la sparizione delloggetto fisico, passa
ad una realizzazione di unimmagine interiore delloggetto. Possiamo
invece considerare il No come lespressione verbale del rifiuto stesso.
Cioè la simbolizzazione della stessa fantasia di sparizione
come pulsione.
Il No sarebbe cioè la verbalizzazione dellistinto di morte.
Sappiamo che listinto di morte per essere fantasia, realizzazione
psichica, immagine e pensiero, abbisogna di pulsioni dellEros. La
situazione interiore libidica impedisce alla fantasia di sparizione
di essere istinto di morte, annullamento totale delloggetto e di
sé.
Nel caso di distacco fisico dalloggetto, svezzamento o separazione
tra persone, la fantasia di sparizione diretta verso il rapporto con
loggetto si trasforma, per il legame libidico con loggetto stesso,
in immagine delloggetto che può essere cosciente o non cosciente
cioè rimossa.
Nel caso del No la dinamica è diversa. È evidente che
uno dice No alloggetto stesso senza separazione da lui, o quanto
meno dice No allimmagine interiore delloggetto senza annullarla.
Con ciò rileviamo che il No è rifiuto delloggetto o
dellimmagine delloggetto senza separazione da esso. Rifiuto
e allontanamento delloggetto senza sparizione ed annullamento di
esso, ma addirittura allontanamento mantenendo il legame con
esso oggetto o immagine di oggetto.
La dinamica che abbiamo pensato a proposito delle formazioni psichiche
era:
a) separazione fisica dalloggetto, fantasia di sparizione
verso il rapporto con esso e creazione interiore dellimmagine più
o meno rimossa;
b) separazione dallimmagine delloggetto e trasformazione
di essa in simbolo verbale ugualmente mediante una fantasia di sparizione
diretta verso il rapporto con limmagine delloggetto.
Nel No verbale noi troviamo invece proprio la simbolizzazione dellespressione
pulsionale verbalizzata della fantasia di sparizione-istinto di morte
diretta verso loggetto o limmagine delloggetto. Siccome però
sappiamo che listinto di morte-fantasia di sparizione perde la sua
distruttività solo se fuso con la libido, dobbiamo pensare
che, nella creazione di questo simbolo verbale, le cariche libidiche
non siano legate ad unimmagine delloggetto e alloggetto stesso,
ma siano (non proprio libere ma) dirette verso loggetto.
In altre parole dobbiamo pensare che nella verbalizzazione del No
le cariche libidiche raggiungano il loro manifestarsi nel senso di
essere dirette verso loggetto. Cioè il rapporto con
loggetto, nellespressione verbale No, non trarrebbe origine da libido
avida e bramosa diretta ad introiettare loggetto o limmagine di
esso, ma da libido matura, genitale, diretta verso, diretta ad investire
loggetto. Il No sarebbe lespressione prima del rapporto maturo con
loggetto nel senso di comunicare il pensiero verbale alloggetto
senza dinamiche di introiezione e proiezione che traggono la loro
origine dal principio del piacere.
E Freud lega, in due paragrafi uno dopo laltro, i due opposti del
negare nel senso di annullare la realtà come negli psicotici
(cioè la fantasia di sparizione come istinto di morte) e del
simbolo della negazione che, è da notare, è creato dalla
partecipazione della libido e libero dal principio del piacere, cioè,
noi abbiamo detto, libero dalla libido avida e bramosa:
«La tendenza generale a negare, il negativismo
manifestato da certi psicotici, deve forse essere considerato come
un segno di una defusione degli istinti che si è affermata
attraverso un ritiro delle componenti libidiche. Ma luso della funzione
del giudizio non si rende possibile fintanto che la creazione del
simbolo della negazione non ha dotato il pensiero di un abbozzo di
libertà dalle conseguenze della rimozione e, con ciò,
dalla compulsione del principio del piacere»54.
Il discorso della realtà e del giudizio come sostituto intellettuale
della rimozione. Il giudizio, vale a dire il pensiero verbale, sostituisce
la rimozione. La rimozione, quindi, va considerata connessa alla dinamica
di introiezione dellimmagine delloggetto55. In altre parole la leghiamo
alla relazione con loggetto sulla base dellesplicazione di libido
avida nei riguardi delloggetto. Libido avida insieme alle possibilità
di introiettare le immagini delloggetto, cioè libido orale
e cutanea fusa ad una possibilità di vedere. In questa
situazione limmagine delloggetto introiettata viene rimossa, cioè
privata delle cariche libidiche di tipo introiettivo che si liberano
dallimmagine e tornano ad essere libere di esplicarsi verso loggetto
per introiettare altre immagini. Quando le cariche libidiche di tipo
introiettivo sono legate allimmagine, si verifica il fenomeno proiezione,
cioè aggiunta dellimmagine interiore alloggetto stesso. È
necessaria la funzione del giudizio per «asserire o contestare
che una rappresentazione abbia esistenza nella realtà».
Invece è necessario un investimento di libido, non più
introiettiva ma diretta verso loggetto (ad investire loggetto),
per, possiamo dire, verbalizzare la proiezione sulloggetto
della propria immagine interiore e, quindi, distinguere la realtà
esterna dalla proiezione. Lo sputare o mettere dentro, discorso che
viene subito dopo questo, non può quindi essere inteso come
una situazione di corrispondenza, quasi di uguaglianza tra visione
della realtà e realtà stessa. Se non cè corrispondenza
cè rifiuto, che può essere realizzato sulla base della
fantasia di sparizione:
a) come annullamento delloggetto
(non partecipazione della libido); b) come sparizione delloggetto
fisico con creazione dellimmagine interiore (partecipazione della
libido introiettiva); c) come il No, giudizio, pensiero
verbale (partecipazione di libido genitale che investe loggetto).
Lesame della realtà (principio di realtà) raggiunge
la sua completa realizzazione nel terzo caso. Cioè quando la
visione della realtà delloggetto non è disturbata dalla
espIicazione di cariche introiettive dirette verso loggetto stesso.
Cioè quando non si "prendono" dalloggetto né cose
fisiche né limmagine di esso. In altre parole quando ci si
interessa delloggetto investendolo di libido genitale e pensiero
verbale: «Precondizione allistaurarsi di un esame di realtà56
è che siano stati perduti gli oggetti57 che un tempo apportavano
una soddisfazione reale»58.
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Note
I rinvii di pagina si riferiscono
allultima edizione pubblicata (Roma 200210) [N.d.r]
1 È completamente falso. Esso inizia più di l0 anni prima con Adler e Stekel, e prima ancora con Tokarskij e Mecnikov. Cfr. H.F. ELLENBERGER, La scoperta dellinconscio, Boringhieri, Torino 1972, p. 306. (1976).
2 S. FREUD, Al di là del principio del piacere, Standard Edition, vol. XVIII, p. 15.
3 Ibid. (Corsivi miei).
4 Ibid.
5 S. FREUD, Psicologia delle masse e analisi dellIo, in Standard
Edition, vol. XVIII, p. 105.
6 «Lidentificazione è (ri)conosciuta dalla psicoanalisi come la prima espressione di un legame affettivo con unaltra persona». S. FREUD, Psicologia delle masse e analisi dellIo, ibid.
7 S. FREUD, Al di là del principio del piacere, Standard Edition, vol. XVIII, p. 17.
8 Da H. SEGAL, Introduzione allopera di Melanie Klein, Martinelli, Firenze 1968, p. 30. Il caos mentale che regna nella mente di queste gentili Signore non potrebbe essere espresso meglio di come è espresso in queste righe. La ragione di ciò, fondamentalmente, è nel fatto che non sospettano neppure, come Freud, che ci possa essere "qualcosa" al di là del sadismo. (1976).
9 S. FREUD, op. cit., p. 36.
10 Lascio che i due termini restino insieme per evidenziare la ricerca. La possibilità di distinguere il desiderio dalla pulsione di annullamento e dalla pulsione di investimento sessuale può realizzarsi soltanto se si scopre la fantasia di sparizione come investimento. (1976).
11 Quanto queste teorizzazioni siano importanti può essere evidenziato ricordando come un esimio, rinomato e apprezzatissimo psicoanalista (Lacan) predichi il ritorno a Freud; e come, in esso ritorno raggiunga le eccelse vette dellastrazione e della dissociazione mentale insegnandoci così come la schizofrenia sia auspicabile cosa per la "liberazione umana". Egli non sa che auspicare il "ritorno" è auspicare lannullamento della realtà attuale e cadere in quel caos nel quale il desiderio è annullamento e viceversa, come anche è odio, rabbia, invidia e bramosia... è tutto! LAssoluto astratto. (1976).
12 Tutti gli altri sensi (gusto, olfatto, tatto, cenestesi) hanno
avuto, nellambiente intrauterino, la loro stimolazione. Una riserva
si può fare per ludito nel senso che possiamo ipotizzare che
il feto percepisca, "senta", rumori. Ma vedremo poi come il vedere
sia strettamente connesso allascoltare. Considereremo sempre, infatti,
i due versanti del rapporto oggettuale, da un lato tatto-olfatto-gusto
e dallaltro vista-udito.
13 Vedi anche la parola "negazione" che non adopero considerandola di significato psichico più evoluto, a livello cioè del rapporto parziale (cfr. cap. sullinvidia).
14 Il concetto di pulsione come investimento nel rapporto con la realtà è fondamentale anche perché è la dimensione che, non scoperta, ha fatto fallire Freud e seguaci che rimangono totalmente sepolti nel rapporto di introiezione-proiezione, girando in eterno su loro stessi. (1976).
15 Nelladulto una situazione di buio completo non si verifica mai. Si può avere solo in caso di cecità fisica e in caso di condizione artificiale di chiusura in un ambiente senza stimoli luminosi. Anche in questo caso possiamo considerare la situazione come assenza di percezione e di rapporto oggettuale visivo e non come percezione di "qualcosa" che è il buio.
16 Riprenderemo questi concetti nel capitolo Proiezione e intuizione, p. 255 e ss. quando considereremo lintuito connesso alla vitalità e alla relazione con oggetti animati.
17 Si approfondirà successivamente che il concetto di "esistenza" non è quello di "immagine". Lo specificheremo come realizzazione libidica di sé e di rapporto oggettuale. Ci distingueremo da Bion nel concetto di "presentimento che esista un seno" in questo senso.
18 Quando anche, approfondendo losservazione, noi possiamo evidenziare come, nella seduta analitica, mentre il paziente parla e lanalista è silenzioso, pur non essendoci nessuna stimolazione dei sensi del paziente, noi sappiamo che egli percepisce la presenza dellanalista tanto più quanto più lo investe di libido (empatia). La non percezione dellanalista (oggetto esterno) si ha quando il paziente ha un assetto indifferente (angoscia di assenza dellanalista).
19 «Il primo atto di desiderio dovette essere un investimento
allucinatorio del ricordo dellappagamento. Questa allucinazione però,
se non doveva essere mantenuta fino allesaurimento, si dimostrò
incapace di provocare la cessazione del bisogno, e quindi il piacere
connesso allappagamento. Divenne così necessaria una seconda
attività - lattività di un secondo sistema, secondo
le nostre espressioni - che non consentisse che linvestimento del
ricordo procedesse fino alla percezione e con ciò vincolasse
le forze psichiche; che invece dirottasse leccitazione proveniente
dallo stimolo del bisogno su una strada indiretta, che alla fine modificasse,
mediante la motilità volontaria, il mondo esterno in modo tale
che potesse verificarsi la percezione reale delloggetto dellappagamento.
Abbiamo già seguito lo schema dellapparato psichico fino a
questo punto; i due sistemi sono lembrione di ciò che abbiamo
descritto come inc. e prec. nellapparato completamente formato»,
S. FREUD, Linterpretazione dei sogni, Boringhieri, Torino
1966, p. 545.
[Questa nota è del tutto gratuita. Essa non ha nulla a che
vedere con la scoperta e la concettualizzazione dellinconscio mare
calmo che, ora, posso affermare non essere mai stata fatta prima di
questo lavoro. Freud, in particolare, non conosce la nascita né
è mai uscito dalla confusione più totale tra desiderio,
investimento, bramosia, ricordo, allucinazione. Basta osservare attentamente,
la confusissima dizione freudiana citata. «Il primo atto di desiderio
(sic!) dovette essere un investimento (sic!) allucinatorio (sic!)
del ricordo» (sic!). (1976)].
20 Vedremo a pp. 229-231 come anche la situazione interiore libidica subisca, alla nascita, una trasformazione.
21 W.R. BION, Analisi degli schizofrenici e metodo psicoanalitico, Armando, Roma 1970, p. 171. In verità il concetto è di M. Heidegger.
22 Parlo di "fantasia di esistenza" in quanto la realizzazione della traccia mnesica è una attività di fantasia, cioè psichica. È un vedere in sé ciò che prima veniva vissuto come rapporto libidico, cioè come attività di rapporto con 1oggetto, che, essendo perduta, viene creata come possibilità e attività psichica.
23 Cfr. pp. 229-231 il concetto della trasformazione della libido alla nascita.
24 Quanto sia lontana e opposta questa concettualizzazione da quella di Heidegger-Bion può essere evidenziato dallassoluta ignoranza dei due autori del fenomeno separazione-nascita. Il loro "presentimento" non può essere altro che a-priori, idea innata prenatale, cioè anima spirituale e astratta, cioè non rapporto. Linconscio mare calmo e linvestimento sessuale si basano, invece, sulla materialità, rapporto con la realtà materiale (il liquido amniotico) e trasformazione del rapporto. (1976).
25 È la contrapposizione radicale tra la realizzazione dellidentità e lo pseudoessere per identificazione, ed è anche un bellesempio di come i "sapienti" sappiano giocare con le parole per confondere. Cfr. La marionetta e il burattino, cit.
26 E non annullamento della situazione attualmente vissuta (Hegel). Se cè annullamento cè indifferenza e ragione astratta e pensiero ideologico. Se cè separazione-ricordo e fantasia cè pensiero reale e investimento sessuale.
27 Pia illusione. Il discorso freudiano non si spinge al di là
del sadismo. Freud non ha neppure intuito la realtà e la dinamica
dellinvidia e, pertanto, meno che meno quella della fantasia di sparizione.
Con ciò egli è assolutamente fuori dalla possibilità
di fare della psicoanalisi una dimensione trasformativa. Cfr. "Introduzione
a Spitz" nelle edizioni 1980 di: Bambino donna e trasformazione
delluomo, Nuove Edizioni Romane, Roma 20005.
28 Si possono, a questo proposito, proporre riflessioni sui concetti di rimozione e negazione; come anche sui concetti di pulsione di morte contro identificazioni (oggetti) proiettate o non proiettate e contro (verso) la propria pulsione libidica di legame oggettuale con loggetto esterno e con limmagine interna delloggetto per giungere al pensiero verbale e allinvestimento genitale delloggetto.
29 Ciò che potrebbe costituire una interessante ipotesi di lavoro è invece il problema: se una situazione inanimata del neonato (si può infatti pensare che nella vita intrauterina il feto abbia una incompleta situazione vitale), possa costituire la matrice dellistinto di morte che si esplica alla nascita come fantasia di non esistenza. Cioè una situazione interiore di non esistenza (inanimato) che (non verrebbe proiettata) si trasformerebbe in pulsione e fantasia di rendere non esistente loggetto esterno per linsorgenza della energia-istinto. In altre parole il concetto è quello di investimento pulsionale e non quello di proiezione. Rimando il lettore alle pp. 116 e ss. in cui è discusso più ampiamente il problema della "proiezione" della traccia mnesica libidica alla nascita.
30 W.R. BION, op. cit., pp. 226-227.
31 Non la troveremo mai fino a che la logica sarà logica anaffettiva derivata dallannullamento e dalla negazione del rapporto reale con la realtà. La troveremo quando la logica sarà investimento sessuale e non "ragione" che si fonda sulla scissione tra corpo e anima-ragione. Cfr. "Introduzione" a R. Spitz, cit.
32 Cfr. il concetto di frustrazione nelle prime pagine. Frustrazione astratta, aprioristica, che prescinde dalla realtà dellaltro (assenza) e frustrazione reale di rapporto vedente con laltro.
33 È la possibilità della trasformazione umana, del cambiamento personale e sociale, tanto negato da Freud e seguaci. (1976).
34 Esso chiarimento è stato fatto nel cap. IV de La marionetta e il burattino, cit.
35 Vedi note a pp. 76-78.
36 Cfr. la negazione della negazione.
37 Questa formulazione dellistinto di morte come "reazione" non inficia il concetto dellinsorgenza interna dellistinto. Non credo si possa concettualizzare la situazione del neonato che viene alla luce e così linsorgenza dellistinto come una situazione senza rapporto. Lesistenza umana, fin dallo zigote, è sempre in rapporto con. Loggetto del rapporto può essere indifferente (aggressivo) come la realtà non umana e la fantasia di sparizione-istinto di morte si esplica contro tale oggetto. Ciò non implica però un concetto di causa ma un concetto di fenomeno dinamico. Come anche non implica un concetto di rapporto sadomasochistico. Sadismo e masochismo si riferiscono ad una dinamica con oggetti introiettati e proiettati. In questo caso, invece, si svolge una dinamica di pulsione-fantasia che rende non esistente una realtà inanimata e indifferente (aria-luce).
38 Alla nascita, la fantasia di sparizione contro linanimato conduce
luomo ad essere completamente lopposto dellinanimato: la realtà
umana trasformativa dellinconscio mare calmo. Dopo la nascita, la
fantasia di sparizione contro la realtà umana conduce ad essere
completamente lopposto della realtà umana trasformativa: lindifferenza
astratta.
39 Cfr. il poi, a p. 82.
40 Sottolinerei la dizione: quelli che portano la vita alla morte.
41 Vedremo a pp. 229-231 il concetto della trasformazione della libido alla nascita.
42 Vedi a p. 116 il concetto di fusione dellimmagine interiore con il seno introiettato, la successiva proiezione dellimmagine e del seno nero, la scissione ecc.
43 Vedi al capitolo successivo lesposizione più dettagliata di questo concetto del triangolo.
44 La dinamica della scissione: la scissione alla nascita e la scissione allo svezzamento è esposta più estesamente in Psicoanalisi della nascita e castrazione umana, Nuove Edizioni Romane, Roma 19956, cap. IV.
45 S. FREUD, Al di là del principio del piacere, Standard Edition, vol. XVIII, p. 50.
46 Op. cit., p. 53.
47 Op. cit., p. 54.
48 Op. cit., p. 57.
49 S. FREUD, Sommario di psicoanalisi, Editrice Universitaria, Firenze 1957, p. 82.
50. S. FREUD, La negazione, Standard Edition, vol. XIX, pp. 235-236. Intendiamoci: se lo si rifiuta e lo si critica in modo radicale. Cfr. "Introduzione" a R. Spitz, Il No e il Sì, cit.
51 C. MUSATTI, Freud con antologia freudiana, Boringhieri, Torino 1959, p. 122.
52 S. FREUD, La negazione, Standard Edition, vol. XIX, pp.
236-239.
53 Vedi R. SPITZ, Il No e il Sì, cit. Nellintroduzione viene rivelato il pateracchio di Freud a proposito di negazione, proiezione, rifiuto.
54 S. FREUD, La negazione, Standard Edition, vol. XIX, p. 239. In verità Freud è ben lontano dal pensare al No come rifiuto dovuto a investimento sessuale della realtà (la frustrazione-interesse). Per lui la negazione è risultato della scissione ed è dominio astratto sullinconscio di una ragione pressoché divina (derivata cioè dallistinto di morte scisso). E non poteva essere altrimenti in quanto manca a Freud anche una pur vaga intuizione della nascita (inconscio mare calmo) e delle possibilità trasformative umane, cioè la possibilità di trasformare la compulsione del principio del piacere.
55 Pensiamo anche che lidentificazione proiettiva sia legata alla dinamica dellintroiezione delloggetto fisico. Cfr. p. 272 e ss.
56 Per noi pensiero verbale.
57 Per noi oggetto e immagine delloggetto.
58 Qui cè tutto il senso della differenziazione da Freud.
La frase letterale è identica per tutti: ma per Freud essa significa
annullamento della identificazione proiettata e realizzazione della
ragione anaffettiva e astratta (Hegel: negazione della negazione). Per
me significa trasformazione della bramosia e del desiderio e realizzazione
dellinvestimento sessuale vedente: la separazione come nascita
che Freud non conosce. (1976).
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