da La commedia di Narco


Prologo

Qui si narra la storia profumata
di Narco, conte di terra imolese,
che aveva nella bocca disgraziata
qualcosa di maligno e di scortese.
E si racconta del suo lungo viaggio
verso Antolfo, grande mago antico,
e come, un poco, gli giovò il coraggio
e come, un po', l'astuzia di un amico.
Di donne, streghe e vari incantamenti,
di briganti e di baci qui si dice:
chi vuol pensare sogni divertenti
immagini la storia, e sia felice.

Scena prima

Scena di corte, in cui avvengono atti d'omaggio a Narco, con inchini esagerati, eccetera.

Donna di canzone
Miei signori, respirate
con il naso e con la mente:
respirando, meditate
come sia un dono eccellente
l'aria fresca del creato!
Non a tutti è stato dato
(come questa storia dice)
un respiro profumato:
c'è chi ha il fiato un po' infelice,
benché sia uomo potente…
Ma non voglio dir più niente
perché inizia, cari amici,
questa storia divertente
(e speriamo che lo sia):
mentre voi, sulle narici,
appoggiate a un fazzoletto,
vi saluto, e vado via.

Scena seconda

Narco
Blabante!

Blabante
Sì, mio signore?

Narco
Amico e consigliere,
vieni vicino, ascolta:
ecco… io vorrei sapere…
Perché mi stai distante?
Su vieni più vicino!

Blabante
Basta così, signore?
Che cosa vuoi sapere?

Narco
Amico mio, Blabante
gentile e confidente,
dimmi, perché la gente,
quando mi sta davanti,
si piega e si inchina
così profondamente?

Blabante
Mio signore, è evidente:
perché tu sei il conte!

Narco
Oh, sì, naturalmente…
Ma… guarda in su Blabante!
Perché stai così in là?
Vedi, il rispetto fa
piegare solo il capo,
o, al massimo, un pochino
il viso verso il petto:
questi fanno un inchino
che sfiora il pavimento!

Blabante
E tu non sei contento,
mio gentile signore,
di tanta devozione?

Narco
Mi sembra troppa, amico:
sì… questa devozione,
è un'esagerazione…
sarebbe troppa anche
per un Imperatore!
Qui sotto c'è qualcosa.
Dimmelo, se lo sai.

Blabante
Ma, gentile signore,
e se poi soffrirai?

Narco
Dimmelo, per favore.

Blabante
E se ti dà dolore?

Narco
Del mio dolore, amico,
non ti devi crucciare.
Su, dimmelo, ti dico!

Blabante
Ma, mio signore…

Narco
Io te lo chiedo. Ascolta:
dimmi quello che sai,
e dillo a faccia alta!

Blabante
Ecco, mio conte… forse
gli inchini esagerati,
un poco prolungati,
dalla gente, di tutti,
persino i miei, tu vedi,
avvengono perché…
ecco io penso, credo…

Narco
Che giro di parole!
Sei chiuso come un riccio:
io sono abituato
a un Blabante più spiccio!
Ora tu parlerai!
Su, dimmelo, perché?

Blabante
Per il fiato che hai.

Narco
Per… il mio fiato?

Blabante
Sì, conte: il tuo respiro,
ecco, non sa di fiori,
non sa di fresco, sai,
non è una dolce brezza…

Narco
Tu intendi che… puzza?

Blabante
Ecco, mio conte, quasi…

Narco
Puzza o non puzza? Avanti!
Su, parla, te ne prego!

Blabante
Sì, puzza: non lo nego.

Narco
Mio dio, com'è possibile?
E… di che puzza, chiedo?

Blabante
Signore, non lo so…
Non è una puzza nota,
ma è… ma è…

Narco
Terribile? Tremenda?

Blabante
Sì, lo è.

Narco
Come… marcio di cavolo?
Come… come… che cosa?

Blabante
Mio signore, al confronto,
il cavolo è una rosa!

Narco
Oh, realtà dolorosa…
Oh, aria di dolore…
Io non sento… non sento!
Sento il mio fiato caldo,
e niente più…

Blabante
Mio gentile signore,
si racconta che il diavolo
non senta più le fiamme,
nell'inferno, laggiù…
Signore, il fiato puzza:
io non mento, è uno strazio!

Narco
Amico, io ti credo,
e ti ringrazio.
Da oggi stammi un poco più lontano,
stai dove si respira un po' più sano.
Adesso vai, voglio restare solo.