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Il teatro di Aristofane raccontato ai ragazzi
LG Argomenti, aprile-giugno 2002
Nella sezione "Raccontiamo un classico" è la volta
di Aristofane con due caratteristiche commedie Gli Uccelli
e Le Vespe. Nella prima, rappresentata nel 414 a.C., Evelpide
e Pistetero, stanchi della vita in Atene, si recano nel mondo degli
uccelli per esortarli a fondate una città con la quale potranno
sostituirsi agli dei nella signoria sugli uomini. Nasce così
tra terra e cielo la città di Nubicuculia dalla quale sono
tenuti lontani tutti gli intriganti. Protagonisti della seconda commedia
sono Bdelicleone, un padre di professione giudice sempre pronto a
condannare, e Filocleone, il figlio che vorrebbe impedirgli di recarsi
ogni giorno in tribunale. Tenuto prigioniero in casa, il giudice sarà
costretto a fare il processo a un cane che ha rubato un pezzo di cacio.
Il vecchio per la prima volta in vita sua emetterà una sentenza
di assoluzione, e, seguendo il consiglio del figlio, abbandonerà
le pratiche forensi e accerterà di adagiarsi in una vita di
dissipazione tra banchetti e danze frenetiche. Mentre negli Uccelli
si assiste al gioco delle fantasia e al desiderio di sottrarsi alle
ansie della vita rifugiandosi in un mondo immaginario, nelle Vespe
si ha la parodia del processo. Sebbene gli argomenti siano lontani
nel tempo, essi mantengono ancor oggi spunti ancora presenti nella
nostra cultura.
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Il Tirreno, 7 agosto 2002
Ottima trovata: lintenzione è di far acquisire ai ragazzi
familiarità con i testi antichi, con le commedie di Aristofane
in questo caso. Pietro Ferrari adatta in forma narrativa due fra le
commedie più conosciute del grande commediografo greco nato
ad Atene intorno al 445 a.c.: Gli Uccelli e Le Vespe.
Così, i giovani lettori potranno conoscere il coraggio di un
convinto pacifista come Aristofane che nelle sue commedie prendeva
di mira i potenti e i signori della guerra e del potere. Ancora oggi
i suoi strali reinterpretati in chiave moderna hanno la forza di suscitare
polemiche. Nelle Vespe Aristofane prendeva di mira il sistema
giudiziario ateniese. Gli Uccelli dispirazione più
fantastica e meno legata alle polemiche coi personaggi del tempo,
immagina un mutamento radicale nellordine del mondo, a favore di
una libertà senza freni. La potenza educativa delle commedie
di Aristofane rendono prezioso questo libro per ragazzi, che contiene
alla fine due passi dalloriginale. A proposito di originale va applaudito
il fatto che i nomi degli dei sono rimasti quelli greci (...)
La rivisitazione di Aristofane da parte di Ferrari con le illustrazioni
di Peg è il ventiquattresimo titolo della proposta editoriale
Raccontiamo un classico che ha adattato per i ragazzi molti
grandi del passato. Iniziativa lodevole che comprende anche ladattamento
in forma teatrale del poema barocco de La secchia rapita di
A. Tassoni: ad adattarlo è Alessandro Massobrio che regala
ai ragazzi una piéce da mettere in scena.
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Roba da classici
Walter Fochesato (Andersen, agosto
2002)
Lungo è ormai lelenco degli autori e delle opere che le Nuove
Edizioni Romane hanno, via via, deciso di riscrivere a misura di ragazzi,
restando altresì fedeli alloriginale ma affidando il tutto
(in genere con esiti positivi, quando non felici) alla responsabilità
e alla penna dì uno scrittore. Ecco quindi la Caddeo firmare
le intricate vicende dì Sigfrido, Noemi Ghetti affrontare Machiavelli
e Plutarco. Ermanno Detti misurarsi senza riverenziali timori con
lAriosto e lAlighieri.
Tocca stavolta ad Aristofane del quale vengono proposte due fra le
commedie più note: Gli Uccelli (che, come scrive lautore,
è anche la più aerea e fantastica) e Le Vespe
in cui Aristofane si cala tutto nella vita politica dellepoca
che lo vide (con i suoi lavori) attivo protagonista. Siamo infatti
ad Atene negli anni prima di Pericle e poi dei suoi successori, unetà
aurea contrassegnata però dalla logorante e, alla fine, perdente,
guerra con Sparta.
Belli i bianchi e neri eleganti e sorridenti di Peg, con una freschissima
copertina. Riuscito il lavoro di Pietro Ferrari il quale, concedendosi
opportune libertà di linguaggio ma non cedendo allanacronismo
è riuscito a darci una versione spigliata, frenetica, arguta,
molto divertente e leggibile.
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Giacomo Vittorio Paolozzi (La Nuova tribuna letteraria, 4 trimestre
2)
Nella bella e utile collana offerta da Nuove Edizioni Romane, che
accoglie libri "predispositivi" i quali, appunto, predispongono
i ragazzi alla lettura delle grandi opere classiche, appare anche
Aristofane. Schlegel definì le commedie di questo grande drammaturgo
greco "opere d'arte che possono essere guardate da ogni lato",
E con le narrazioni di Pietro Ferrari le dobbiamo guardare dalla parte
dei ragazzi. É certamente un'operazione di grande coraggio
quella di "tradurre" per giovani lettori i testi delle due
celebri commedie di Aristofane, non solo per la necessità di
trasferire una dinamica teatrale nella prosa corrente di un racconto,
ma soprattutto per l'impegno di non tradire lo spirito dei due lavori.
Siamo stati perplessi per un'operazione del genere come lo fummo quando
comparve nella stessa collana Machiavelli.
Gli Uccelli è una commedia a suo modo surreale: la fondazione
di Nubicuculia, una città che non sta né in cielo né
in terra, retta e abitata dalle più diverse specie di uccelli;
una città a mezza strada tra gli uomini e gli dei. Si tratta
di una invenzione dove la satira sulla società e i suoi pregiudizi
assumono i valori di una simbologia che poteva stancare a suo tempo
gli spettatori e annoiare i ragazzi che ne leggono la trama per opera
di Ferrari. Questi ha dovuto necessariamente ricorrere a tutti gli
strumenti narrativi per presentare convenientemente questa commedia
ai ragazzi. Ma ha dovuto lavorare di meno con Le Vespe. Qui
rimaniamo nel vivo della città di Atene: si tratta di una garbata
presa in giro del sistema giudiziario ateniese. Nella democratica
e gloriosa città greca fungevano da giudici seimila cittadini,
scelti a sorte ogni anno e distribuiti a turno nei tribunali presieduti
dagli arconti. La commedia presenta uno di questi giudici, Filocleone:
è un maniaco della giustizia, felice di giudicare e condannare,
spingendosi a manifestazioni ossessive, tanto che il figlio lo sequestra
in casa per evitare che si rechi al tribunale. L'opera teatrale di
Aristofane è vivacissima: i tentativi del giudice di evadere
sono numerosi. Alla fine deve accontentarsi di processare un cane.
Il vecchio giudice, terribile e senza un briciolo di pietà
per gli imputati, dovrà rassegnarsi a una vita del tutto diversa.
Ferrari se la cava abbastanza bene soprattutto ne Le Vespe
e offre certamente un'efficace base predispositiva di questi testi
ai ragazzi che, prima o poi, avranno tra le mani il testo reale delle
commedie di Aristofane. La collana "Nuova biblioteca dei ragazzi"
ha così aggiunto un nuovo tassello al vasto mosaico delle opere
fin qui elaborate. Da Ariosto a Dante, da Shakespeare a Plutarco,
da Tassoni a Rabelais, da Perrault a Goldoni con molti altri autori
c'è di che leggere e si auspica che soprattutto i docenti sappiano
opportunamente indicare ai propri allievi il modo di accostarsi alle
più alte espressioni della poesia e dell'arte.
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