Centanni fa
una bambina...
Piccolo mondo antico
Walter Fochesato (Andersen, luglio 2001)
Che sorpresa, che bella sorpresa, questo libro! Unopera certamente insolita
e singolare. Per tutti, verrebbe da dire; frutto di quegli azzardi editoriali
che costellano il catalogo di Gabriella Armando. Centanni fa,
una bambina... è un libro di ricordi che si fermano sulle soglie
delladolescenza e il mondo che evoca con affetto e precisione,
con un ardore mitigato da unimplicita ironia è tramontato e svanito
da tempo. Eppure in queste pagine non vi è nessun manierismo attorno
al "bel tempo che fu". Trovo, piuttosto, unacuta consapevolezza
attorno al valore fondante della memoria e di come anche partendo dalle
storie si possa giungere alla Storia.
"Ma chi è giù nella piazza, quel bersagliere dal cappello
piumato, senza una gamba, che gira in bicicletta? Ma è Toti.
Enrico Toti, quello che abita al settimo fabbricato e ha chiesto di
partire volontario". Cè la lunga, per certi versi
decisiva, parentesi della prima guerra mondiale, le tensioni sociali
che ne seguono la fine, i primi segni dellavvento del fascismo.
Ma soprattutto cè, elemento ancor più prezioso, molta quotidianità,
descritta con pacatezza e asciuttezza, con uno stile pane e cronachistico
che improvvisamente si illumina di brani di non comune freschezza
e intensità anche poetica. Ad esempio, nelle prime pagine, quando parla
del grande camino nella casa materna una descrizione del genere sarebbe
piaciuta a Bachelard piuttosto che a Camporesi. Oppure il capitolo A
teatro in cui dalla finestra di casa si assista al mutamento negli
anni del paesaggio e si colgono i rumori, gli eventi, i personaggi.
Velia abita, infatti, in uno dei 700 appartamenti in nove edifici, costruiti
da una cooperativa di dipendenti dello Stato, proprio dinnanzi alla
basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
Ma non cè solo Roma; ci sono la famiglia, i genitori, la scuola
e soprattutto latteso momento delle vacanze, i lunghi soggiorni
a Poggio San Lorenzo o al Casale Serenella, lungo la via Salaria, in
lunghi percorsi che portavano via un giorno intero.
Velia Ottavi, nata nel 1907, ha scritto questo suo unico libro ad ottanta
anni. Un modo, come viene ben detto in IV di copertina, per continuare
con i ragazzi quel "gioco del racconto" che lei, insegnante
elementare, praticò per moltissimi anni. E credo che docenti attenti
e sensibili potranno cavare da un libro come questo mille occasioni
preziose di informazione, confronto, curiosità, scoperta, approfondimento.
Basterà leggerlo senza cadere nei trabocchetti del didatticismo. Ma,
come dire, questa è unaltra storia. Piuttosto si potrebbero
sottolineare ulteriori elementi di interesse e di riflessione, che vanno
al di là dei tanti e ricchi dati attorno alla vita di ogni giorno che
il testo ci propone. Il completo mutarsi di ogni concezione spazio-temporale
attorno ai modi e al tempo del viaggio, il mutato rapporto con la natura
e i suoi cicli. Sempre a livello storico unaltra cosa mi sembra
vada sottolineata: limportanza che in quellItalia fra inizio
secolo e primi anni '20 ebbero le idee socialiste, il loro diffondersi
e radicarsi in ambienti anche socialmente diversi, il fatto che insieme
a loro si muovesse un concetto diverso di vita e di cultura, limportanza
dei libri e dei quotidiani, il valore quasi taumaturgico affidato allistruzione
pubblica, il fatto, infine, che non si dovesse più piegare il capo dinnanzi
ai potenti. Cose lontane, ma che, magari, qualche cosina da insegnarci
ce lavrebbero ancora...
Efficaci, per chiudere, i sobri bianchi e neri di Giulio Massimi.
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(La Repubblica, 1 febbraio 2001)
La passeggiata a Villa Borghese, con la sosta al Giardino del Lago
per il tradizionale maritozzo, la scuola, già alle prese con il problema
della carenza di aule. E le estati passate in paese, in Sabina, un
mondo che sembrava lontano anni luce. Ma anche la guerra, le manifestazioni
degli interventisti, la tragedia di una Nazione. Si trova tutto ciò
in questo volume che riporta i ricordi dinfanzia di Velia Ottavi
una maestra di scuola che ha scritto le memorie a ottantanni.
Le pagine sono illustrate dai disegni di Giulio Massimi che restituiscono
latmosfera dellepoca.
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