C’era, c’è e ci sarà

Laura Anfuso (Pepeverde, n. 19/2004)

I libri di Piero Formentini colpiscono sempre per la capacità dell’autore di “muovere” le parole in modo originale attraverso una profonda consapevolezza dell’universo magico del linguaggio cui appartengono. C’era c’è e ci sarà è diviso in quattro sezioni (C’era Pata e c’era Pumm, Fiaba Maga, Il pescemale caneducato, Racconto io, racconta tu) e ospita 57 poesie. La prima sezione è dedicata alla favola: le parole nascono dopo una sapiente scelta e diventano immagini del cuore e della mente, ricordi dell’infanzia ed emozioni che si intrecciano: “[...] Nevicata favoletta / la Befana fa la calzetta / la fa di lana / la fa di cotone / la fa così lunga / che sembra un calzone”.
La parola-immagine coinvolge emotivamente il lettore attraverso i molteplici stimoli che è in grado di suscitare. Un esempio. La farfalla gialla è “leggera sospesa sul fondo arioso del cielo celeste” e “ama fare il magico gioco che si chiama Volare”. Formentini ci sorprende continuamente e propone anche una Favolina strabiliante “Attento, guarda, / che meraviglia: / la Terra sbadiglia, e dalla sua bocca / affiora lenta / un antica conchiglia”.
La seconda sezione è dedicata alla fiaba. L’abile poeta narratore “per filo e per segno ricorda a memoria / ogni incantevole antica storia” e continua a porsi i numerosi interrogativi che le fiabe fanno nascere. Giovannin Senzapaura, Prezzomolina, Pollicino, La Bella Addormenta sono alcune delle fiabe che Formentini ha scelto per mettere in rilievo la “magica forza di ogni fiaba narrata” che consente di “immaginare come può accadere uguale e diversa la realtà”. “Così è ogni fiaba che quando esce / dalla tua voce sempre di più / cresce e fiorisce, leggera incantata / più non ritorna da dove è partita, / riempie ogni mente che l’ha ascoltata”. C’è anche la Favola antica di Cappuccetto Rosso narrata e illustrata con i suoni, i rumori, le voci, i respiri, i sospiri in cui il poeta riproduce la voce dell’adulto e modella attraverso i suoni della poesia i sentimenti e le immagini sonore che consentono al bambino e a colui che racconta di godere di una gioiosa condivisione di emozioni intense.
Nella terza sezione, Formentini si è divertito a scrivere in versi racconti surreali, storie buffe e a riscrivere e fiabe classiche con ironia, secondo la tradizione rodariana: Cappuccetto Rosso è una bambina un po’ distratta che scambia il Lupo per Pollicino e regala all’animale il suo cestino (Cappuccetto Rosso contro Lupaccionaccio cattivo), I nomi dei sette nani (I 7 nomi strani dei 7 strani Nani) diventano un pretesto per giocare con le parole e la sperimentazione linguistica culmina nella produzione del nonsense.
La quarta sezione è dedicata alte storie. In Storie vecchie, storie nuove (... la fantasia si muove), c’è l’invito ad alimentare continuamente la fantasia: “[...] Accanto alle storie antiche ascoltate, / puoi fare nascere le nuove storie immaginate; / dentro di te le pensi e le inventi… / Non chiudere il cuore, non farle morire, / le nuove storie lasciale uscire!”.
C’era c’è e ci sarà è una raccolta preziosa tanto per l’adulto che per il bambino e costituisce lo sforzo di un poeta che crede fermamente nell’importanza della Poesia, nella forza magica di percezione della realtà che essa rappresenta e nella necessità di stimolare l’immaginazione attraverso l’interazione affettiva culturale che la lettura ad alta voce consente.


LG Argomenti, gennaio-marzo 2004

Creatività e poesia di nuova foggia si avvicendano in una girandola che ha per sostegno vecchie e nuove fiabe, filastrocche, composizioni senza senso che contengono però dei curiosi e succosi nonsenso, come recita una poesia dell’Autore (pag.60). Leggendo le quattro compilation in cui si divide il volume (C’era Pata e C’era Pumm, Fiaba Maga, Il pescemale caneeducato, Racconto io, racconta tu) si esce dai consueti schemi poetici per creare nuove forme che ragazzi e insegnanti possono adottare per divertirsi con exploit poetici alla loro portata. L.’A. ha utilizzato come filo conduttore le fiabe di ieri e di oggi, prendendo spunto dai vari personaggi per stravolgerli in un giro di divertenti trovate. Indovinate le illustrazioni di Marilena Pasini che illustrazioni non sono (nel frontespizio sono, infatti, definiti "segni’) ma che si adattano all’estrosità dei versi che commentano.