Storie di draghi

Attenti al drago

Matteo Corradini (Andersen, n. 54)

Nella tradizione popolare lo yin e lo yang sono due facce della stessa medaglia, bianco e nero, variazioni positive e negative della medesima materia, a questo immaginario deve essersi rifatta Silvia Forzani nell’illustrare la copertina di Storie di draghi. Due draghi di differente colore si sfidano in una danza-battaglia, come fossero uno solo. Ed è forse la natura ambigua ciò che lega la nostra passione alle vicende dei draghi, qui raccolte da Ruth Manning-Sanders, dalla Romania alla Grecia e dalla Cina (particolarmente belle le narrazioni d’oriente) all’Irlanda. Ad interessare è soprattutto la sostanza per metà umana e per metà animale dell’essere fantastico che ricorre nelle tradizioni lontane, quella sua costituzione soprannaturale, ricca di stereotipi dragoneschi (il fumo che esce dalle narici, le fiamme mortali che tossisce dalla gola, la velocità nel volo, la cattiveria congenita), ma piena anche di sorprese avvincenti: tanti draghi pieni di soldi, ma anche buoni, burloni, stupidi... I colori entusiastici della Forzani si riempiono di divertimento e di ironia, insieme ad una punta di nostalgia mimetizzata. E l’illustratrice è rispettosa delle sfaccettature, delle luci come delle ombre. In questa antologia appassionante di draghi umani e disumani, in cui il confine tra realtà e fantastico è sottilissimo e il mistero non concede sconti, il disegno si fida e colora l’ignoto: così i draghi divengono specchi di loro stessi. Ma pure degli uomini che intrecciano le loro storie al filo fiammeggiante della magia.


Gianna Marrone (Pepeverde, n. 19, 2004)

Veste grafica dirompente, che dalla sovraccoperta si trasferisce, fiammeggiante, negli interni della copertina, introducendo due draghi che sembrano venirci incontro. Illustrazioni a piena pagina e intruse nel testo, a forti colori o ovattate nei toni del grigio, ma anche alcune pagine che hanno abbandonato il bianco candore del foglio per attenuarsi nella delicatezza di morbidi colori.
Un contenitore affascinante, che propone al suo interno il contenuto fantastico pieno di Draghi, offerti dalla scrittrice inglese Manning-Sanders in una raccolta che li vede continuamente protagonisti per il piacere dei giovani lettori che di questo mitico personaggio hanno sempre amato fare il pieno.
Anche l’Autrice deve amare molto i draghi, perché le storie che raccoglie, quasi tutto orientali, ce li presentano come mostri buoni e gentili.
Talvolta forse un po’ sciocchi, ma disponibili ad aiutare i più deboli, come sempre avviene in tutte le fiabe.


LG Argomenti, gennaio-marzo 2004

Nella consueta, elegante veste cartonata con cui l’Editrice porge le sue produzioni al pubblico, si presenta il nuovo volume dell’Autrice, già conosciuta nella collana per le sue storie di animali, di streghe e di fantasmi. Ora di scena sono favole sui draghi. Dal folklore greco, romeno, macedone, tedesco, irlandese e in particolar modo cinese (in Cina i draghi sono e furono di casa) sono tratte le 14 storie che hanno per protagonisti giovani poveri, principi, re fanciulle indifese e soprattutto draghi ora descritti come possenti e invincibili, ora come ingenui e raggirabili da chi è astuto, come nel caso di Stan Bolovan. Il linguaggio moderno, la verve e l’abilità con cui le storie sono costruite affascinano il lettore che, quasi si trovasse di fronte a succose caramelle, non può fermarsi senza prima averle "assaggiate" tutte.