La forchetta fidanzata

Se usiamo la poesia i segnali stradali diventano piacevoli

Trentino, 16 marzo 2004

Veronese, classe 1965, Nicola Cinquetti oltre a fare il professore, da una decina di anni pubblica libri per bambini. Come questo, che propone un modo decisamente originale di usare i segnali stradali. Ogni segnale viene rivisto in chiave poetica, con rime baciate e nonsense in grado di divertire i piccoli lettori. Ma, oltre allo spasso tra le parole, ci propone un interessante approccio all’educazione stradale, capace comunque di spiegare e fissare l’attenzione dei più piccini su cartelli e insegne onnipresenti e troppo spesso ignorati. Da 6 anni, ma la poesia divertirà anche i più grandi.

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Un libro al giorno

Avvenire, 16 marzo 2004

Saper leggere è importante. Non solo l’alfabeto ma anche i simboli e i segnali che ci circondano, tutte quelle immagini che, sinteticamente, ci trasmettono un messaggio. I segnali stradali, per esempio, sono un linguaggio che bisogna imparare a decifrare prima possibile. Che barba, però, imparare a memoria i significati di tante figure rinchiuse in cerchi e triangoli! Invece no: la lezione può essere divertente oltre che istruttiva. Lo dimostra Nicola Cinquetti mettendo in rima il divieto d’accesso e quello di sorpasso, la caduta massi e il passaggio pedonale. Solo alcuni dei cinquanta segnali trasformati in poesia. Cosa c’entra la forchetta fidanzata? C’entra, c’entra...

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Educazione stradale. A ogni segnale la sua rima

Ferdinando Albertazzi (Tuttolibri, supplem. de La Stampa, 3 aprile 2004)

«La forchetta fidanzata / col tizio e col caio / col tale e col tello / s’è sposata col cucchiaio / matrimonio molto bello» dà il titolo al percorso poetico ideato da Nicola Cinquetti per presentare ai bambini 50 segnali stradali, piacevolmente illustrati da Marilena Pasini.
Forchetta e cucchiaio «in amore» segnalano un ristorante, mentre il cartello che indica Strada deformata è rappresentato come «un boa che si pappa un cammello». Strada sdrucciolevole diventa invece la «musica del temporale con il ballo del tergicristallo», per un’educazione stradale scandita dalla gioiosità delle rime.

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Monica Mariotti (Leggendaria, aprile 2004)

Per i bambini la poesia ha una marcia in più, non c’è niente da fare. La naturale musicalità dei versi cattura i piccoli lettori, stimolando la loro attenzione, come solo la musica sa fare; per questo sembra una scelta davvero azzeccata cercare di spiegare i segnali stradali attraverso simpatiche filastrocche. L’idea è delle Nuove Edizioni Romane, che con La forchetta fidanzata di Nicola Cinquetti, hanno sfornato un libriccino utile e divertente sull’argomento. I disegni che si trovano lungo le strade sono messi sotto l’occhio libero e vigile del bambino, che ne dà interpretazioni fantasiose, sempre rigorosamente in rima. Poi, dopo aver illustrato variegate o originali ipotesi, il libro arriva, attraverso un percorso logico e simbolico, al vero significato dei cartelli. Chiunque nella propria vita abbia compiuto in automobile un tratto più lungo di un’ora, con a bordo almeno un bambino tra i quattro e i dieci anni sa che prima o poi arriva immancabile la fatale "Che vuol dire questo cartello?" Ecco, questo volumetto, illustrato e impaginato con molto gusto e originalità, potrà essere la vostra ciambella di salvataggio, di fronte a una domanda del genere.
Della stessa casa editrice e nella medesima collana "Nuova Biblioteca d Ragazzi", è uscito un altro volume in versi che riporterà alcuni di noi a vecchie passioni come il signor Bonaventura, storico personaggio del "Corriere d Piccoli". Il libretto in questione si intitola Chi ha rapito Giallo Canarino?, l’autrice è Silvia Roncaglia. Si tratta di una storia allegra che riporta i colori a essere personaggi di un’avventura, tinta soprattutto di giallo, ovviamente. C’è suspense e magia tra le rime che narrano di un colore scomparso e alludono a un’antica, se non atavica, lotta dell’umanità: quella tra il buio e la luce, le tenebre e il sole. Chiaramente, il rapimento del povero Giallo Canarino si risolverà al meglio e al metafora del bene che vince sarà così slava.

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