Chi ha rapito Giallo Canarino?

Maddalena Menza (Pepeverde, n. 19/2004)

Chi ha rapito Giallo Canarino è una storia bellissima e soprattutto ha delle immagini capaci di colpire l’immaginazione. I contrasti, le forme, la pulizia del segno sono in armonia con il contenuto della storia e sono assolutamente innovativi. Sapere poi che l’autrice, Silvia Roncaglia, ha il coraggio di rendere omaggio e di citare esplicitamente come fonte della sua ispirazione Sergio Tofano, ce la fa sentire immediatamente vicina. Infatti l’autrice non disdegna di ricordare il celebre inventore del signor Bonaventura e di ammettere che con le sue strofette apparentemente strampalate sul “Corriere dei Piccoli” le ha fornito un punto di partenza. Tutto questo in un’epoca in cui tutti negano di avere dei maestri come se fosse un tabù o una vergogna. L’accuratezza e la vivacità del lavoro testimoniano un lungo studio sia della poesia che della tecnica.
In effetti, questa lotta tra la luce e il buio in cui i colori assumono le forme più fantastiche e consuete e che esorcizza nei bambini la paura del buio (perché anche se la notte è nera e scura, dura solo poche ore e anche il nero è un buon colore) è espressa in versi che conquistano. E i bambini apprezzano anche perché sono, oggi come sempre, gli utenti più sensibili alla poesia, coloro che sanno cogliere le molteplici sfumature della Natura perché hanno ancora occhi per vedere.

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Popotus, supplem. di Avvenire, 19 febbraio 2004

Ne capitano di tutti i colori in questo libro. Anzi, meglio: ne capitano di tutte ai colori: Giallo Canarino viene rapito e il resto della tavolozza si mobilita per ritrovarlo. Persino un Rosso Cardinale si dà da fare, insieme alla strega Verde Acido e a Rosa Ciclamino (una fata, naturalmente): tutti i colori dell’arcobaleno si troveranno alle prese con il cattivo Nero Fumo e il suo generale Blu di Prussia. Chi ha rapito Giallo Canarino? è un libro ricco di sfumature [...] rigorosamente in rima.


Rime di tutti i colori


Mara Pace (Andersen, n. 201, marzo 2004)

Una storia in rima, che parla di colori e differenze, si mescola ai ritagli di un collage dinamico, che trasforma le invenzioni narrative in fantasia grafica: Silvia Roncaglia e Francesca Biasetton uniscono le loro abilità per costruire un libro speciale, sospeso tra favola e poesia, arte e immaginazione. Ci raccontano la storia di un colore rubato da chi vorrebbe uniformare l’intero pianeta sotto la sua bandiera. Tutte le gradazioni della tavolozza, da Rosso Vermiglione a Bianco Avorio, lottano per salvare il povero Giallo Canarino dalle grigie sbarre e per mantenere la varietà del mondo dall’invasione di Nero Fumo. Persino la maga Verde Acido, “cattiva” e irascibile, contribuisce alla battaglia intrapresa da gialli, rossi, verdi e azzurri contro l’oscurità: “Sono strega ma ho un colore / che difendo con onore. / Non è bello che ci sia / chi i colori porta via”.
Questo libro immerge il bambino nel regno dell’Arcobaleno, favorendo lo sviluppo di una maggiore sensibilità per le mille sfumature dello spettro cromatico, ma allo tempo narra una favola di valore simbolico. Accanto alla classica lotta, che contrappone luce e tenebra, traspare un messaggio di tolleranza e reciproco rispetto. Non ha importanza a quale colore, area geografica o culturale si appartenga: la bellezza della vita risiede nella molteplicità delle sue forme, un principio da proteggere respingendo ogni tentativo di omologazione.
Anche Nero Fumo, nemico da sconfiggere, sarà liberato dalla sua prigione, poiché appartiene come gli altri alla gamma dei colori. Dalle pagine del racconto scaturiscono il sogno di una società senza sbarre, confini e discriminazioni; un mondo dove abbia spazio la diversità, in quanto elemento positivo e stimolante.
Tale messaggio si riflette anche nella grafica di Claudio Saba e nel lavoro dell’illustratrice, che alterna il colore e la sua assenza, esaltando il valore e la bellezza della policromia. La tecnica del collage, tra le mani dell’artista genovese già autrice delle immagini dei volume Abbecedario (Panini - Premio Andersen 2003 come libro fatte ad arte), acquista una particolare efficacia e offre una seducente drammatizzazione alle vicende. Francesca Biasetton, tra le principali esperte di calligrafia in Italia, inserisce frasi e parole all’interno delle immagini, creando un ponte di collegamento con il testo e la narrazione. Il risultato è un piccolo gioiello, per lettori esigenti e fantasiosi.
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LG Argomenti, gennaio-marzo 2004

Come in un giallo che si rispetti i protagonisti vengono elencati prima dell’inizio del racconto; stavolta però sono stati anche illustrati. Una fatica lieve per l’illustratore in quanto si tratta di un giallo nel mondo dei colori e protagonisti sono proprio i colori e per contraddistinguerli basta solo una pennellata. Hanno rapito un giallo (un canarino) e tutti i colori, che nel racconto acquistano aspetti e ragionano come uomini, si mettono alla ricerca che porterà alla liberazione del canarino. Una storia che spazia dal mondo della fiaba a quello della realtà e che si avvale non del supporto della prosa, bensì utilizza la poesia come un tempo avveniva sui giornalini che (Corriere dei Piccoli, docet) raccontavano l’immagine con distici per lo più in ottonari. Un gioco giallo-poetico-cromatico, interessante e per i ragazzi coinvolgente.


Monica Mariotti (Leggendaria, aprile 2004)

Per i bambini la poesia ha una marcia in più, non c’è niente da fare. La naturale musicalità dei versi cattura i piccoli lettori, stimolando la loro attenzione, come solo la musica sa fare; per questo sembra una scelta davvero azzeccata cercare di spiegare i segnali stradali attraverso simpatiche filastrocche. L’idea è delle Nuove Edizioni Romane, che con La forchetta fidanzata di Nicola Cinquetti, hanno sfornato un libriccino utile e divertente sull’argomento. I disegni che si trovano lungo le strade sono messi sotto l’occhio libero e vigile del bambino, che ne dà interpretazioni fantasiose, sempre rigorosamente in rima. Poi, dopo aver illustrato variegate o originali ipotesi, il libro arriva, attraverso un percorso logico e simbolico, al vero significato dei cartelli. Chiunque nella propria vita abbia compiuto in automobile un tratto più lungo di un’ora, con a bordo almeno un bambino tra i quattro e i dieci anni sa che prima o poi arriva immancabile la fatale "Che vuol dire questo cartello?" Ecco, questo volumetto, illustrato e impaginato con molto gusto e originalità, potrà essere la vostra ciambella di salvataggio, di fronte a una domanda del genere.
Della stessa casa editrice e nella medesima collana "Nuova Biblioteca dei Ragazzi", è uscito un altro volume in versi che riporterà alcuni di noi a vecchie passioni come il signor Bonaventura, storico personaggio del "Corriere d Piccoli". Il libretto in questione si intitola Chi ha rapito Giallo Canarino?, l’autrice è Silvia Roncaglia. Si tratta di una storia allegra che riporta i colori a essere personaggi di un’avventura, tinta soprattutto di giallo, ovviamente. C’è suspense e magia tra le rime che narrano di un colore scomparso e alludono a un’antica, se non atavica, lotta dell’umanità: quella tra il buio e la luce, le tenebre e il sole. Chiaramente, il rapimento del povero Giallo Canarino si risolverà al meglio e alla metafora del bene che vince sarà così salva.

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Intervista a Silvia Roncaglia

Alba Arcuri (Di tutti i colori, Permesso di soggiorno, Radio1 Rai, 18 maggio 2004)
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Come spiegare ai bambini la multietnicità, cioè la diversità di culture e tradizioni, senza cadere negli stereotipi? Partendo dal gioco. In una delle scuole italiane in cui la presenza immigrata è più consistente - la scuola Di Donato all’Esquilino, Roma - un gruppo di genitori, stranieri e romani, ha organizzato una serie di iniziative divertenti all’insegna della multietnicità. Nell’intervista parla la scrittrice Silvia Roncaglia, ex insegnante elementare, autrice di libri per bambini. Nel suo ultimo libro, Chi ha rapito Giallo Canarino, affronta il tema della diversità con un taglio originale. Con ironia e senza moralismi.

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