Giganti. Le incredibili avventure di Gargantua e Pantagruele


Abbuffate baruffe

Walter Fochesato (Andersen, marzo 2000)

Continua con due nuovi titoli l’opera (fortunata e opportuna) di riscrittura a misura d’infanzia di classici del passato. Talché si potrebbe ben dire che le Nuove Edizioni Romane abbiano per più versi raccolto l’inestimabile esperienza de La Scala d’Oro UTET e a tale, impegnativo, confronto sono portato proprio da questi ultimi lavori, e per diversi motivi. Si prenda ad esempio questo Goldoni racconta nel quale i testi delle due notissime commedie sono state (pur tenendosi giustamente fedeli agli originali) completamente portate in prosa. E con esiti comunque interessanti e piacevoli. Anche perché - aggiungo - vi è tutta una prima, agile, parte (una sessantina di pagine) in cui è lo stesso Goldoni a raccontarci la sua vita, con - in aggiunta - una serie di box di approfondimento. Potrebbe poi parer azzardata la scelta di affidare ad un’artista come Chiara Carrer l’illustrare, in bianco e nero, le storie del Goldoni. Eppure la scommessa appare a dir poco riuscita. Giacché, forse ricordandosi dell’eleganza e della sintesi di Filiberto Mateldi che decorò Goldoni giusto per la Scala, Chiara dà vita ad un frenetico ma elegante balletto di figurine lievi e frizzanti eppur corposamente presenti sulla scena nel loro contrappuntarsi fatto di pochi segni e ombre, nel netto risalto del contorno. Particolarmente felice mi pare, poi, la versione fatta da Sofia Gallo nel raccontarci alcune parti dell’impagabile racconto rabelaisiano. Qui si prendono in considerazione episodi e sottolineature assenti in riduzioni del passato, ma - soprattutto - l’accento vien posto sugli aspetti non solo grotteschi o comici ma anche sul coté satirico o sul paradosso e il gioco linguistico (come - giusto per fare due esempi - la discussione fra Pantagruele e Panurge sul dar consigli o la visita all’isola Sonante). Un invito a nozze per il segno aspro e risentito, naturalmente portato allo sberleffo e all’irriverenza, di Chiara Rapaccini. Capace qui - anche lei con pochi neri segni - di dar conto perfettamente non solo di situazioni e personaggi ma del clima generale della storia.

torna su


Regaliamo classici: ma quali scegliere?

(Letture, dicembre 2000)

Siamo a Natale, forse il tempo è propizio per i classici. Ma quali sono i classici per ragazzi? Da qualche tempo, in ambiente scolastico e in casa, l’argomento è ritornato d’attualità. Siamo però alle solite. Come definire un classico della letteratura? Le risposte possibili sono tante. Per cattiva abitudine si sono considerati classici per l’infanzia opere letterarie che, in realtà, erano state create per gli adulti. Un esempio vale per tutta la categoria: l’opera di Charles Dickens, i suoi celebri David Copperfield e Oliver Twist. Strazianti epopee scritte per giudicare un’epoca, per una denuncia sociale. Perché dunque obbligare i nostri ragazzi a leggere storie strappalacrime così lontane e così diverse dalla realtà di oggi? Per fortuna ci si è accorti che i classici sono altra cosa. Ma qualche problema nell’avvicinarli sussiste ancora. I nostri ragazzi, così pigri e così diffidenti rispetto alla parola scritta, fanno troppa fatica a leggere pagine classiche, piene di riflessioni, descrizioni e periodi lunghi. Preferiscono il nuovo linguaggio narrativo: vivace, veloce, che non spiega e non descrive, ma che offre inputs al lettore, da sviluppare individualmente. La comparazione degli stili e dei linguaggi è assai complessa. Inutile però negare che negli ultimi tempi il linguaggio narrativo per ragazzi ha subito profonde trasformazioni, adeguandosi, sia pur senza tradir se stesso, ad altri modernissimi modi di comunicare.
I classici però, proprio in quanto classici, restano, sopravvivono. Negli anni Sessanta e Settanta l’editoria italiana ha operato una serie di operazioni di mercato che hanno fatto inorridire i critici: la riduzione dei classici dai testi integrali. Ora, alcuni editori propongono nuove soluzioni, assai più dignitose.

Il teatro in prosa

Esempi di tutto rispetto e di grande successo sono i volumi della collana “Nuova biblioteca per ragazzi” per i tipi di Nuove Edizioni Romane. Leon Garfield, il noto scrittore inglese recentemente scomparso, propone una divertentissima riscrittura in prosa di William Shakespeare (Molto rumore per nulla - La commedia degli equivoci, 1999, pagg. 116, € 7,23, dai 9 anni). Sarebbe improponibile l’idea di affrontare un testo shakespeariano con ragazzi di nove anni, in una traduzione tradizionale. È divertente invece vederli immergersi nella lettura e sorridere leggendo la versione di Garfield. Un modo per avvicinare un grande maestro e per poterlo apprezzare, in seguito, da adulti, a teatro o addirittura leggendolo nelle versioni originali. La stessa operazione di “attualizzazione” è stata fatta da Patrizia Rossi e Roberto Agostini per due commedie di Carlo Goldoni (Goldoni racconta - Locandiera, baruffe e altre storie, 2000, pagg. 168, € 7,75, dai 10/11 anni). I testi scorrono vivaci e sembrano attualissimi. La figura di Carlo Goldoni e il suo tempo vengono presentati all’inizio del volume in modo approfondito, preciso e curioso al tempo stesso.

Il pane di Gargantua

Sempre per le Nuove Edizioni Romane, ma in un formato diverso, Sofia Gallo propone Giganti - Le incredibili avventure di Gargantua e Pantagruele. La grande opera di Rabelais, per lo più sconosciuta agli scolari italiani, viene riletta e valorizzata in tutta la sua vivacità e ironia. Un classico della letteratura francese, tanto vicino a noi eppure così difficile da avvicinare, senza questa apprezzatissima mediazione linguistica e strutturale.

torna su