Regaliamo classici: ma quali scegliere?
(Letture, dicembre 2000)
Siamo a Natale, forse il tempo è propizio per i classici.
Ma quali sono i classici per ragazzi? Da qualche tempo, in ambiente scolastico e in casa, largomento è ritornato dattualità.
Siamo però alle solite. Come definire un classico della letteratura?
Le risposte possibili sono tante. Per cattiva abitudine si sono considerati classici per linfanzia opere letterarie che, in realtà, erano state create per gli adulti.
Un esempio vale per tutta la categoria: lopera di Charles Dickens, i suoi celebri David Copperfield e Oliver Twist.
Strazianti epopee scritte per giudicare unepoca, per una denuncia sociale. Perché dunque obbligare i nostri ragazzi a leggere storie strappalacrime così lontane e così diverse dalla realtà di oggi? Per fortuna ci si è accorti che i classici sono altra cosa. Ma qualche problema nellavvicinarli sussiste ancora. I nostri ragazzi, così pigri e così diffidenti rispetto alla parola scritta, fanno troppa fatica a leggere pagine classiche, piene di riflessioni, descrizioni e periodi lunghi. Preferiscono il nuovo linguaggio narrativo: vivace, veloce, che non spiega e non descrive, ma che offre inputs al lettore, da sviluppare individualmente. La comparazione degli stili e dei linguaggi è assai complessa. Inutile però negare che negli ultimi tempi il linguaggio narrativo per ragazzi ha subito profonde trasformazioni, adeguandosi, sia pur senza tradir se stesso, ad altri modernissimi modi di comunicare.
I classici però, proprio in quanto classici, restano, sopravvivono.
Negli anni Sessanta e Settanta leditoria italiana ha operato una serie di operazioni di mercato che hanno fatto inorridire i critici: la riduzione dei classici dai testi integrali.
Ora, alcuni editori propongono nuove soluzioni, assai più dignitose.
Il teatro in prosa
Esempi di tutto rispetto e di grande successo sono i volumi della collana Nuova biblioteca per ragazzi per i tipi di Nuove Edizioni Romane. Leon Garfield, il noto scrittore inglese recentemente scomparso, propone una divertentissima riscrittura in prosa di William Shakespeare (Molto rumore per nulla - La commedia degli equivoci, 1999, pagg. 116, € 7,23, dai 9 anni). Sarebbe improponibile lidea di affrontare un testo shakespeariano con ragazzi di nove anni, in una traduzione tradizionale. È divertente invece vederli immergersi nella lettura e sorridere leggendo la versione di Garfield. Un modo per avvicinare un grande maestro e per poterlo apprezzare, in seguito, da adulti, a teatro o addirittura leggendolo nelle versioni originali.
La stessa operazione di attualizzazione è stata fatta da Patrizia Rossi e Roberto Agostini per due commedie di Carlo Goldoni (Goldoni racconta - Locandiera, baruffe e altre storie, 2000, pagg. 168, € 7,75, dai 10/11 anni).
I testi scorrono vivaci e sembrano attualissimi.
La figura di Carlo Goldoni e il suo tempo vengono presentati allinizio del volume in modo approfondito, preciso e curioso al tempo stesso.
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