Goldoni racconta. Locandiera, Baruffe e altre storie


Abbuffate baruffe

Walter Fochesato (Andersen, marzo 2000)

Continua con due nuovi titoli l’opera (fortunata e opportuna) di riscrittura a misura d’infanzia di classici del passato. Talché si potrebbe ben dire che le Nuove Edizioni Romane abbiano per più versi raccolto l’inestimabile esperienza de La Scala d’Oro UTET e a tale, impegnativo, confronto sono portato proprio da questi ultimi lavori, e per diversi motivi. Si prenda ad esempio questo Goldoni racconta nel quale i testi delle due notissime commedie sono state (pur tenendosi giustamente fedeli agli originali) completamente portate in prosa. E con esiti comunque interessanti e piacevoli. Anche perché - aggiungo - vi è tutta una prima, agile, parte (una sessantina di pagine) in cui è lo stesso Goldoni a raccontarci la sua vita, con - in aggiunta - una serie di box di approfondimento. Potrebbe poi parer azzardata la scelta di affidare ad un’artista come Chiara Carrer l’illustrare, in bianco e nero, le storie del Goldoni. Eppure la scommessa appare a dir poco riuscita. Giacché, forse ricordandosi dell’eleganza e della sintesi di Filiberto Mateldi che decorò Goldoni giusto per la Scala, Chiara dà vita ad un frenetico ma elegante balletto di figurine lievi e frizzanti eppur corposamente presenti sulla scena nel loro contrappuntarsi fatto di pochi segni e ombre, nel netto risalto del contorno. Particolarmente felice mi pare, poi, la versione fatta da Sofia Gallo nel raccontarci alcune parti dell’impagabile racconto rabelaisiano. Qui si prendono in considerazione episodi e sottolineature assenti in riduzioni del passato, ma - soprattutto - l’accento vien posto sugli aspetti non solo grotteschi o comici ma anche sul coté satirico o sul paradosso e il gioco linguistico (come - giusto per fare due esempi - la discussione fra Pantagruele e Panurge sul dar consigli o la visita all’isola Sonante). Un invito a nozze per il segno aspro e risentito, naturalmente portato allo sberleffo e all’irriverenza, di Chiara Rapaccini. Capace qui - anche lei con pochi neri segni - di dar conto perfettamente non solo di situazioni e personaggi ma del clima generale della storia.

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Il teatro tra le pagine

Alberto Roscini (Avvenimenti, 16 marzo 2000)

Con Goldoni racconta, Roberto Agostini (giornalista, critico teatrale, già autore di alcuni libri per ragazzi) e Patrizia Rossi (affermata scrittrice per ragazzi, vincitrice del “Bancarellino” nel ‘96, che proprio con la NER aveva esordito nel 1992) recuperano il gusto della narrazione orale - adatto quindi ad una lettura ad alta voce da parte dell’adulto, così importante anche a scuola - partendo, prima ancora che dalle commedie, dalle Mémoires del commediografo.
«Sono nato il 25 febbraio del 1707». A questo incipit seguono racconti privati e pubblici. Il teatro e la famiglia, i suoi incontri (da Vivaldi ad Alfieri), i rapporti con le compagnie teatrali, le speranze e le delusioni, la ricchezza e la povertà. Il tutto movimentato da finestre di approfondimento («Teatro e musica a Venezia», «Attori e divi», «Pro o contro Goldoni» ed altro ancora).
Nella seconda parte, vengono narrate (questa volta in terza persona e in forma di racconto) due delle più importanti commedie di Goldoni, La Locandiera e Le Baruffe Chiozzotte riprendendo la chiave di narrazione del testo teatrale già utilizzata, ad esempio, da Leon Garfield per i drammi di Shakespeare.
Interessanti i disegni in bianco e nero di Chiara Carrer (una delle più importanti illustratrici italiane, vincitrice nel 1999 del «Premio Andersen - Il mondo dell’Infanzia») impostate in modo molto teatrale: posizioni in apertura dei personaggi, tavole del palcoscenico, quinte, sipari che si intravedono, uniti al «collage di parole» tipico del «nuovo» stile dell’illustratrice veneziana. Il volume fa parte del progetto di Gabriella Armando (cuore della casa editrice romana) «Raccontiamo un classico nel Duemila».

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Scoprire (e leggere) i classici

Renata Maderna (Famiglia Cristiana, maggio 2000)

Le Nuove Edizioni Romane da sempre hanno avuto il pregio di avvicinare bambini e ragazzi ai grandi classici del passato pubblicando libri originali e vivaci. Un validissimo esempio di questo incontro sono state le riletture di Shakespeare di Leon Garfield, arricchite dalle illustrazioni di Cecco Mariniello. Ora, nel ventunesimo volume della serie “Raccontiamo un classico nel Duemila” esce questo libro dedicato a Carlo Goldoni.
Il maestro veneziano racconta la sua vita in prima persona (con una serie di approfondimenti storici) per poi lasciare spazio alla piacevole riscrittura in prosa della Locanderia e delle Baruffe chiozzotte ad opera di Roberto Agostini e Patrizia Rossi, che i ragazzi conoscono da tempo attraverso gli apprezzati romanzi. Chiara Carrer, illustratrice fra le più eleganti del nostro Paese, come ha scritto Walter Fochesato sulla rivista Andersen, «dà vita ad un frenetico ma elegante balletto di figurine lievi e frizzanti eppur corposamente presenti sulla scena», adattissime alle opere goldoniane.


Regaliamo classici: ma quali scegliere?

(Letture, dicembre 2000)

Siamo a Natale, forse il tempo è propizio per i classici. Ma quali sono i classici per ragazzi? Da qualche tempo, in ambiente scolastico e in casa, l’argomento è ritornato d’attualità. Siamo però alle solite. Come definire un classico della letteratura? Le risposte possibili sono tante. Per cattiva abitudine si sono considerati classici per l’infanzia opere letterarie che, in realtà, erano state create per gli adulti. Un esempio vale per tutta la categoria: l’opera di Charles Dickens, i suoi celebri David Copperfield e Oliver Twist. Strazianti epopee scritte per giudicare un’epoca, per una denuncia sociale. Perché dunque obbligare i nostri ragazzi a leggere storie strappalacrime così lontane e così diverse dalla realtà di oggi? Per fortuna ci si è accorti che i classici sono altra cosa. Ma qualche problema nell’avvicinarli sussiste ancora. I nostri ragazzi, così pigri e così diffidenti rispetto alla parola scritta, fanno troppa fatica a leggere pagine classiche, piene di riflessioni, descrizioni e periodi lunghi. Preferiscono il nuovo linguaggio narrativo: vivace, veloce, che non spiega e non descrive, ma che offre inputs al lettore, da sviluppare individualmente. La comparazione degli stili e dei linguaggi è assai complessa. Inutile però negare che negli ultimi tempi il linguaggio narrativo per ragazzi ha subito profonde trasformazioni, adeguandosi, sia pur senza tradir se stesso, ad altri modernissimi modi di comunicare.
I classici però, proprio in quanto classici, restano, sopravvivono. Negli anni Sessanta e Settanta l’editoria italiana ha operato una serie di operazioni di mercato che hanno fatto inorridire i critici: la riduzione dei classici dai testi integrali. Ora, alcuni editori propongono nuove soluzioni, assai più dignitose.

Il teatro in prosa

Esempi di tutto rispetto e di grande successo sono i volumi della collana “Nuova biblioteca per ragazzi” per i tipi di Nuove Edizioni Romane. Leon Garfield, il noto scrittore inglese recentemente scomparso, propone una divertentissima riscrittura in prosa di William Shakespeare (Molto rumore per nulla - La commedia degli equivoci, 1999, pagg. 116, € 7,23, dai 9 anni). Sarebbe improponibile l’idea di affrontare un testo shakespeariano con ragazzi di nove anni, in una traduzione tradizionale. È divertente invece vederli immergersi nella lettura e sorridere leggendo la versione di Garfield. Un modo per avvicinare un grande maestro e per poterlo apprezzare, in seguito, da adulti, a teatro o addirittura leggendolo nelle versioni originali. La stessa operazione di “attualizzazione” è stata fatta da Patrizia Rossi e Roberto Agostini per due commedie di Carlo Goldoni (Goldoni racconta - Locandiera, baruffe e altre storie, 2000, pagg. 168, € 7,75, dai 10/11 anni). I testi scorrono vivaci e sembrano attualissimi. La figura di Carlo Goldoni e il suo tempo vengono presentati all’inizio del volume in modo approfondito, preciso e curioso al tempo stesso.

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