Poesiafumetto 3
Un
Poeta e i suoi colleghi
Formentini incontra i piccoli autori di Lula
Franca Rita Porcu (LUnione Sarda, 27 dicembre
2000)
Il primo ad andargli incontro è stato Dario, terza elementare,
poeta in erba e disegnatore ufficiale della biblioteca. Lo ha investito
con una slavina di domande «Caro Pietro tu sei più bravo
di me solo nel fare le copertine». Sulla verità non si
discute, ha convenuto Pietro Formentini. Non poteva fare altrimenti
lautore di Poesiafumetto una raccolta di poesie per bambini,
uscita nel 1980 e riedita, per la terza volta, da Nuove Edizioni Romane.
Lo scrittore, che vive in Emilia Romagna, attraversa lItalia
per incontrare i suoi piccoli lettori e sa molto bene quanto parchi
siano di lusinghe. A Lula è arrivato nei giorni scorsi: un
piccolo evento per poeti della biblioteca, una trentina di scolari
di elementari e medie, lettori affamati di pagine scritte che imparano,
con laiuto della bibliotecaria Maria Teresa Rosu, a scrivere
poesie, a confezionare storie, a disegnare. Formentini ha inaugurato
la mostra, aperta per tutto il periodo natalizio, dei loro manufatti:
libri artigianali costruiti, a cominciare dalla copertina, in biblioteca.
Poesia è guardare in modo insolito la realtà quotidiana,
ha confidato lo scrittore e regista teatrale ai suoi piccoli «colleghi».
Il segreto, ha rivelato, è disertare, «la luna, le foreste
incantate e la profondità del mare», la poesia non nasce
nei luoghi esotici, è custodita negli oggetti che ogni giorno
ci capitano tra le mani. E dentro le parole, a saperle usare le rime
nascono spontanee. «Il mio impegno, in concorrenza con la televisione»
ha detto lo scrittore, autore di numerosi libri di successo, tra i
quali Parola Mongolfiera e Polpettine di parole «è
incentivare un uso originale, non stereotipo della lingua italiana».
Una capacità che torna utile anche «per dare maggiore
espressività alle parole della conversazione quotidiana»
per arricchire il proprio vocabolario e il proprio universo di pensieri
e sentimenti. Il laboratorio ha entusiasmato gli allievi lulesi del
poeta, al quale hanno chiesto di tornare. Non è detto che non
lo faccia, i poeti inseguono la poesia e, a Lula, nelle vecchie stanze
della biblioteca, è di casa.
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